Complottismo

In Germania potete denunciare i parenti complottisti? No, è complottismo a sua volta

Un autentico cortocircuito del complotto vede diversi portali online dichiarare che in Germania potete denunciare i parenti complottisti, annunciando così una nuova stagione di censura per i teorici del complotto.

E se la teoria del complotto fosse essa stessa un complotto? Ed è questo il caso: nessuno sta attentando alla libertà di parola, nessuno sta creando scenari alla 1984 in cui denunciare i dissidenti.

In Germania potete denunciare i parenti complottisti? No, è complottismo a sua volta

A parte che Orwell, se potesse sentire i complottisti che abusano della sua opera, si ribalterebbe nella bara ad una velocità tale da diventare un dinamo in grado di portare all’indipendenza economica l’Occidente.

Si confonde volutamente il “Beratungskompass Verschwörungsdenken” (Bussola per l’orientamento contro il pensiero complottista) con una sorta di nuova Gestapo cui denunciare i “paladini della libertà”.

In Germania potete denunciare i parenti complottisti? No, è complottismo a sua volta

Esiste un problema che noi stessi affrontiamo ogni giorno: discutere con un complottista non significa solo smentirlo, ma spesso mettere in piedi una forma dialettica che lo aiuti a capire.

Tra i complottisti ci sono sia persone verbalmente (e non solo) violente e aggressive, che dinanzi all’evidenza delle loro mancanze continuano a impilare sempre più sciocchezze e falsità fino a ridurre ogni discussione ad una rissa verbale che persone vittime delle prime che, se ti siedi con loro e ci parli, capiscono l’errore.

Ci sono persone pronte a minacce di ogni tipo se gli spieghi che i vaccini non ti fanno diventare un uomo magnetico, e persone alle quali se mostri che una moneta di ottone e un cucchiaio da cucina difficilmente si attaccano alle calamite capiscono.

Ci sono i sostenitori delle false flag, la teoria per cui ogni strage del mondo sia ordita dai “Poteri Forti” e tutte le persone morte e ferite siano “attori di stato” che si avvedono dei loro errori e persone che ci sbattono sopra con forza.

La differenza è anche nel porsi: il “Beratungskompass Verschwörungsdenken” (Bussola per l’orientamento contro il pensiero complottista) offre supporto psicologico e consulenza perché chi si trova circondato da complottisti sappia come interagire.

Pensiamo al caso della cena di Natale tra parenti col cugino novax che appare apposta per far cagnara e lamentarsi che il vicino di posto potrebbe contagiargli il vaccino, il cognato Terrapiattista che dopo un grappino di troppo comincia a sproloquiare sulla NASA e il geopolitico da operetta che decide di dichiararti guerra come nemico dell’Occidente se non prendi posizione nel conflitto Israele-Palestina.

La tentazione potrebbe essere sbattere tutti fuori di casa in malo modo e lasciare si radicalizzino: oppure farsi insegnare con l’aiuto di divulgatori e psicologi come “disinnescare” le mine dialettiche dei complottisti e, forse, ottenere una discussione ragionevole.

Ma ovviamente chi ha interesse a diffondere disinformazione non ha interesse che il dialogo subisca una de-escalation, e quindi si arriva al “complotto del complotto”.

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