Ci segnalano i nostri contatti un video che contiene una donna che spara al molestatore in un paese arabo. Il video mostra uno stalker dedito al catcalling che insegua una donna velata in sella alla sua moto, finché la donna estrae una pistola e spara alla gomma anteriore del veicolo.

La didascalia parla di un “incidente virale che ha aperto la discussione”: la tipica descrizione che compare in un video creato dall’Intelligenza Artificiale e diffuso mediante di essa.
Il video della donna che spara al molestatore è creato con AI
A voler osservare i dettagli del video, che su Instagram viene pubblicato ribaltato rispetto alle originali condivisioni su X, una serie di dettagli sono evidenti.
Il video originale è insolitamente nitido e con l’audio del colpo di pistola insolitamente chiaro per quella che dovrebbe essere una telecamera da esterni del Pakistan rurale esposta agli elementi.
Sono entrambi come ben sappiamo tratti tipici dei video creati con l’AI, dove il video (salvo indicazioni del creatore) è sempre nitido e l’audio sempre sin troppo perfetto.

Arrivando alla scena madre troviamo il maggior numero di anomalie.
Ad esempio compresa la moto dello stalker ci sono sei motociclette nella scena di cui cinque identiche e una sola con la stessa forma generale ma verniciata di nero.
Evitando di postulare la presenza di un showroom estemporaneo di motociclette rosse dello stesso modello (più una nera) e che lo stalker abbia appena comprato la sua moto, che quindi risulta perfetta e priva di polvere, semplicemente l’AI ha ricreato il video a partire da un ssingolo modello di moto.
Nel video compaiono insegne e targhe stradali dai caratteri confusi, ed automobili con le targhe “in bianco”, in quanto sappiamo anche che le AI hanno problemi nella generazione di testi coerenti.

La pallottola della donna lascia un minuscolo buco nell’asfalto e la moto sgommando genera strane nuvolette candide.
Tutto questo è un segnale tipico delle AI, corroborato da una analisi tecnica del video.

Anche il testo della discalia, come anticipato, risulta integralmente creato dall’AI, compreso il disclaimer (abbastanza ingenuo) va detto con cui l’IA sembra quasi volersi giustificare dichiarando che il video “non è stato verificato indepentemente” ma “è importante”.
Sostanzialmente anche i produttori di video AI hanno imparato la formula “ma è il concetto che conta” per vendere le loro creazioni.