Il pesce “Bonnie Blue” non ha alcuna fonte: parliamo di “un pesce scoperto dai venezuelani” diventato virale sui social per il suo quantomeno bizzarro aspetto.
Di fauna misteriosa che si continua a scoprire ne esiste, il problema è che il pesce che “sembra creato dall’AI” sembra invece creato dal nulla. Non esiste alcuna sua menzione in pubblicazioni tecniche, scientifiche, naturalistiche o anche solo alla stampa generalistica.
Il pesce scoperto dai venezuelani “Bonnie Blue” non ha alcuna fonte
A prendere per buona la “lore” della storia se dei “biologi marini in Venezuela” scoprono l’esistenza di una nuova forma di vita, si può star certi che farebbero a gara per la notorietà. Quantomeno per raccogliere fondi, finanziamenti o per l’orgoglio nazionale o di laboratorio di poter legare la loro attività alla scoperta di una nuova forma di vita.

Invece niente.
Prima del del 26 maggio, data di pubblicazione della prima menzione del “Pesce scoperto dai Venezuelani” su un account chiamato “cursed news”, raccolta di “strano ma vero” da tutto il mondo la scoperta non esisteva.
Tutti i post successivi sono copincolla o traduzioni di Cursed News. Tutti.
Cursed News, di solito ligio nel citare la fonte delo “strano ma vero” questa volta non cita alcuna fonte. Neppure il nome di un biologo, di un istituto o di una spedizione, di una facoltà universtaria o un laboratorio.
Semplicemente la notizia è comparsa ormai da giorni e nessuno ha rivendicato la presunta scoperta.
Ulteriore indizio della assai sempre più certa bufala deriva dal nome proposto: Bonnie Blue, nome d’arte di una influencer e attrice porno britannica incriminata in Indonesia per reati legati alla pornografia (avrebbe secondo gli accusatori pubblicato richieste per un casting di probabili attori “appena maggiorenni” per creare contenuti secondo la legge indonesiana “pornografici e immorali”)
Il tutto porta a pensare ad uno “strano ma vero” costruito a tavolino.