Nel 1966 nacque il vero, autentico (non) mistero del fantasma della Queen’s House. Parliamo di tempi in cui non esistevano le foto generate con AI, e quindi quando volevi ottenere una storia spaventosa dovevi scattare una foto a qualcosa di orrendamente sfocato e lasciare che la Pareidolia facesse il suo resto.

Del resto gli ormai celeberrimi sulla Rete video dello “Gnomo Armato di Ascia”, caracollante figura che secondo i cacciatori dell’occulto dell’ormai vintage trasmissione di Italia 1 Mistero era uno gnomo incline a viaggiare per il mondo minacciando gli umani così poco gentili da prenderlo a sassate con la sua arma affilata, risalgono al 2010.
Non ere geologiche fa quindi. Torniamo ora al 1966.
Il (non) mistero del fantasma della Queen’s House
Il Reverendo Ralph Hardy e sua moglie, recatisi alla Queen’s House di Londra, residenza storica dei Reali e parte dal parte del National Maritime Museum di Greenwich dal 1937, si imbatterono in un oggetto misterioso.
Ovvero un lampadario e delle ombre che sembrano un uomo con una tunica che sale le scale.
Lampadario che come lo Gnomo Armato di Ascia se lo guardavi da lontano e con l’occhio imperfetto di una fotocamera dell’epoca, sembrava una figura umana urlante.
Mentre al di sotto di esso compariva una figura umana: forse un avventore sovraesposto, forse un semplice gioco di rifrazione.
Il Reverendo e consorte si convinsero di aver visto un autentico fantasma intento a visitare un luogo d’arte, e l’anno dopo un gruppo di fan dell’occulto si presentò in sede con carta, penna, orologi sincronizzati e scarpe a suola morbida per cercare di stanare lo spettro ebbro di cultura e svelarne i misteri.
Non scoprirono assolutamente nulla, ovviamente, se non una lampada e dei giochi di rifrazione.
Si chiama Pareidolia: l’essere umano ama riconoscere facce e faccette in quello che vede. Del resto, uno dei passatempi più antichi del mondo è guardare le nuvole e le stelle per riconoscere tra di esse le forme più bizzarre.
A volte anche quelle di spettri utili per il turismo.