Il falso cartellone svizzero per denunciare il vicino col riscaldamento è la fake news del momento. Ci era capitata sott’occhio in veste Twitter, dove abbiamo visto le prime apparizioni e ai colleghi di Facta è apparsa in versione Facebook.
La sostanza resta la stessa: un Photoshop decisamente mal composto che riunisce due cavalli di battaglia tradizionalmente legati alle c.d. “fonti Russe”.
Ovvero da un lato la morbosa attenzione alle problematiche energetiche in salsa esasperata (tanto da introdurre nell’ormai celeberrimo “spot del Turismo Russo” una voce che urla stentorea “Cheeeeep Gheeeees!”, ovvero “cheap gas”, “gas a buon mercato”, con l’accento russo di Ivan Drago suonato alla 15ma ripresa).
Dall’altro lato, una morbosa passione per Photoshop. La combinazione ci restituisce questo risultato
Il falso cartellone svizzero per denunciare il vicino col riscaldamento
Un falso manifesto dove un’avvenente ragazza invita i cittadini svizzeri a denunciare alle autorità i propri vicini.
Ovviamente si tratta di un falso. Ovviamente nonostante chi condivida mediamente dichiari di aver visto tali manifesti in stazioni e luoghi pubblici, esistono solo nelle ricostruzioni fotografiche.
Il numero verde riportato nel presunto cartellone è infatti quello del Dipartimento Federale per Energia e Telecomunicazioni.
Ma chiamando quel numero non solo non otterrete le risposte dovute, ma probabilmente vi sarà riappeso il telefono in faccia o sarete sgridati come si farebbe coi peggiori spammer, perché è quello che state facendo.
I colleghi fact checker svizzeri hanno infatti contattato l’autorità garante che ha disconosciuto in toto la paternità del presunto manifesto, dichiarando che non accetteranno “delazioni”.
Si tratta quindi di un assai probabile ibrido tra quel genere di bufala che chiamiamo “griefing” e le “fonti russe”. Laddove per “griefing” intendiamo quel genere di fake news che incita chi vi casca a compiere azioni repellenti o ripugnanti, rendendosi ridicolo e grottesco alla fine di ottenere beni materiali che non otterrà.
Esempio la fake news che invita a costruire un caricabatterie per cellulari wireless massacrando quello di modelli particolarmente costosi, o quella che invita a recarsi negli uffici comunali con un Tupperware pieno di deiezioni canine fresche e appena raccolte chiedendo di ricevere in cambio un bonus economico.
Ma dalle “fonti russe” riprende l’assurda teoria di un Occidente nazista e illiberale messo in ginocchio dal blocco del gas, l’uso assurdo del Photoshop e una campagna di condivisione virale.
La foto è infatti un collage di immagini reperibili su gallerie online: rispettivamente la foto titolate “Riproduzione di un manifesto pubblicitario alla stazione della Metro” e “Graziosa designer di interni che discute coi suoi clienti col cellulare mentre si trova nel suo ufficio dinanzi ad una finestra panoramica“.
L’uso delle immagini stock per comporre bufale è un punto in contatto peraltro che le “fonti russe” hanno coi novax, che usando una simile raccolta simularono la presenza di Puzzer, leader di uno dei loro movimenti, tra i manifesti di Picadilly Circus, nonché un suo incontro col defunto Kofi Annan.
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