“Infermiera accusa malora contro il vaccino”, questo il titolo comparso su Sardegna Live ieri, 16 febbraio, per riportare un caso avvenuto a Nuoro. Un’infermiera di 58 anni, impiegata presso l’AIAS di Belvì, ha ricevuto il vaccino Pfizer venerdì 12 febbraio alle 12:30 per poi accusare i primi sintomi di un malore nel pomeriggio di sabato 13 febbraio. Leggiamo insieme cosa riportano le fonti.
Vi riportiamo l’incipit:
Ha ricevuto la prima dose del vaccino Pfitzer venerdì alle 12.30, ma le prime avvisaglie di un malore sono arrivate sabato pomeriggio: formicolio in tutto il corpo, respirazione faticosa e conseguente desaturazione, nausea e vomito. La donna, un’infermiera di 58 anni dell’Aias di Belvì, è stata così portata alla guardia medica in servizio ad Aritzo, dove è stata sottoposta a un trattamento di emergenza con adrenalina e cortisone. Alla fine del trattamento, il medico ha chiamato il 118 per il trasporto in ospedale a Nuoro.
Subito dopo leggiamo:
Sono ancora in corso le analisi per capire se la causa del malore sia direttamente riconducibile al vaccino. Secondo quanto si apprende, la donna non avrebbe allergie o patologie evidenti.
Il pezzo continua con il racconto del marito dell’infermiera. L’uomo riporta l’odissea della corsa all’Ospedale di Nuoro – tra la zona di Aritzo/Belvì e il San Francesco di Nuoro la distanza è pari a 80 chilometri – presso il quale la coppia ha notato la carenza di personale (“un solo medico, un infermiere, due OSS e una fila di pazienti). Sulla donna sono stati eseguiti dei prelievi e in seguito è stata dimessa alle prime ore del mattino. All’infermiera sono stati indicati 3 accertamenti: una visita cardiologica, una risonanza magnetica e una visita neurologica.
CagliariPad ha riportato la notizia tale e quale a Sardegna Live. Troviamo riscontro sull’Unione Sarda che parla di shock anafilattico di cui non si conosce, per il momento, l’origine. Gli accertamenti sono dunque ancora in corso e l’infermiera si sta impegnando per sottoporsi agli esami. Lo spiacevole episodio si colloca anche in un contesto di disagio territoriale, come segnalato dal marito: Belvì è troppo distante dall’ospedale più vicino:
Ora io dico: noi siamo lontano da tutto ma abbiamo la possibilità economica e i mezzi per sottoporci a lunghi viaggi. Ma chi non può farlo? E c’è un altro problema: mia moglie sarebbe potuta essere tenuta in osservazione in ospedale visto che costituisce un precedente per la campagna di vaccinazione in corso e sarebbe servito studiare il suo caso. Purtroppo, questo non è stato. Mia moglie non sta ancora bene – conclude il marito – ma dopo la nostra esperienza è meglio stare in un luogo vicino al Pronto Soccorso.
In un periodo storico come questo è d’uopo fare titoli più chiari: scrivere “infermiera accusa malore dopo il vaccino” racconta solo una parte della verità dal momento che gli accertamenti sulla correlazione sono ancora in corso.
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