Il bizzarro complotto di Planned Parenthood che vende i feti come ingredienti per la Pepsi

Ci segnalano i nostri contatti un lungo articolo che cita una presunta indagine del “Conservative Post” (probabilmente il Conservative Daily Post flaggato come portale di teorie del complotto) secondo cui PepsiCo comprerebbe feti abortiti per usarli come ingredienti per le sue bevande, con tanto di elenco di bibite.

Si tratta di una nota teoria del complotto che ormai ha compiuto un decennio.

Il bizzarro complotto di Planned Parenthood che vende i feti come ingredienti per la Pepsi

La storia nasce nel 1973: quando da un singolo aborto avvenuto in circostanze non note nel 1973 si è estratta una colonia di cellule renali utilizzate per una serie di ricerche fino ad oggi.

Prima bufala nella teoria del complotto, non si tratta di cellule “comprate da Planned Parenthood”, associazione a favore della libertà riproduttiva spesso trascinata in assurde teorie del complotto da movimenti ProVita di ispirazione religioso-conservatrice.

Nel 2008 l’azienda biotech Senomyx presenta una richiesta di brevetto per un sistema di “Metodi ricombinanti per esprimere un recettore funzionale del gusto dolce”, sostanzialmente un tentativo di produrre in laboratorio un recettore eterometico (una struttura composta da più subunità strutturali o polipeptidi diversi) in grado di riconoscere determinati gusti.

Brevetto che non c’entra niente col fatto che nel 2010 PepsiCo firma un contratto di quattro anni con Senomyx per sviluppare dolcificanti.

Enfasi contratto di quattro anni: è importante.

Arriviamo così nel 2011, quando un gruppo di ProVita di orientamento conservativo-religioso, i Children of God for Life scrivono una lettera a PepsiCo chiedendo lumi sul presunto uso da parte di Senomyx, ditta specializzata nello studio degli additivi alimentari di cellule di neonati.

PepsiCo risponde, ma siamo arrivati al 2011 semplicemente che la notizia ricevuta dal movimento provita è del tutto falsa e che

Possiamo assicurarvi che PepsiCo non conduce o finanzia alcuna ricerca, compresa la ricerca eseguita da terzi – che utilizza qualsiasi tessuto umano o linee cellulari derivate da embrioni o feti. Inoltre, Senomyx non utilizza cellule HEK o altri tessuti o linee cellulari derivati da embrioni o feti umani per la ricerca eseguita per conto di PepsiCo.

La vicenda quindi si sarebbe esaurita qui, nonostante un altro portale riporti una “vittoria di CoG” basata sostanzialmente sul fatto che PepsiCo non ha mai fatto quello che è stata accusata di fare e non lo avrebbe fatto a causa dell’attenzione mediatica ricevuta per il “boicottaggio”.

La mail di PepsiCo
La mail di PepsiCo

Inoltre siamo nel 2012: il contratto con Senomyx è scaduto, ma i movimenti ProVita interessati si intestano la scadenza dello stesso come una vittoria personale. Il che a pensarci sarebbe come dichiarare di aver salvato qualcuno da un omicidio mai avvenuto cominciando il boicottaggio di una persona che non aveva mai avuto intenzione di uccidere qualcuno, ma il fatto che io l’abbia accusato preventivamente gli avrebbe impedito di farlo.

Nove anni dopo, siccome in ambienti ultraconservatori di matrice Cristiano-Americana la teoria del complotto continua a circolare, PepsiCo conferma a Reuters che a. la ditta non ha mai usato embrioni, né provenienti da Planned Parenthood, né altrove per fare dolcificanti e b. la fake news del 2012 è ancora una fake news. 

E lo è ancora nel 2026. E lo sarà ancora in futuro.

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