Hanno davvero rubato i numeri della Presidente del Consiglio e altri politici italiani?

È da settimane che si parla di soggetti che avrebbero rubato i numeri della Presidente del Consiglio e altri politici italiani: e la notizia è, come al solito, decisamente esagerata.

Hanno davvero rubato i numeri della Presidente del Consiglio e altri politici italiani?
Hanno davvero rubato i numeri della Presidente del Consiglio e altri politici italiani?

Sì, ci sono database di varie personalità politiche e istituzionali, ma no, non ci sono di mezzo hacker, data breach e banche dati rubate.

C’è però un problema di fondo: “aggregatori di dati” con pratiche predatorie operanti al di fuori del GDPR.

Hanno davvero rubato i numeri della Presidente del Consiglio e altri politici italiani?

Come ci ricorda il divulgatore e tecnico Marco Camisani Calzolari, ma anche DDay.it, non c’è bisogno di andare a cercare “fabbriche del troll” in paesi emergenti, ma basta cercare servizi come Lusha che promettono, anche con un aiuto dell’Intelligenza Artificiale, di scorrere enormi banche dati basate su account Linkedin, curriculum nelle sezioni Trasparenza e testi simili alla ricerca di numeri di telefono e contatti per “fare rete”.

Servizi che sono tutt’altro che precisi, il dato “proveniente dalla Rete” può infatti essere vecchio e non aggiornato, o semplicemente desunto, ma che spesso ci prendono.

Così tanto da spingere il Garante ad aprire un’istruttoria, ricordando che i servizi simili sono noti da tempo e usati nel mondo business, e chiedendo a Lusha di precisare la provenienza dei dati.

Perché parliamo di società extraUE, ma parlando di dati Europei è doveroso indagare.

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