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Corte Costituzionale: respinti tutti i ricorsi sull’obbligo, ancora flop novax

Respinti tutti i ricorsi relativi all’obbligo vaccinale: questo il risultato (invero assai prevedibile) di due giorni passione che sui social (vedasi Twitter) sono trascorsi al grido di “noncielodikeno” e il “mainstream non vuole che si sappia”.

Domandare è lecito, rispondere è cortesia: dinanzi alle questioni relative all’obbligo vaccinale ed alla sospensione dal lavoro per le categorie indicate, la Consulta si allinea alla giurisprudenza e dottrina comune e costante di tutte le corti di legittimità e merito cui è stato posto lo stesso quesito.

Corte Costituzionale: respinti tutti i ricorsi sull’obbligo, flop novax

Infatti dopo il Consiglio di Stato e diverse corti di merito, anche in sede di ricorso per Costituzionalità l’orientamento che già conoscevamo non poteva che aver conferma.

Le scelte del legislatore in tempo di pandemia non appaiono né sproporzionate né irragionevoli (al contrario, come abbiamo avuto modo di vedere, di molte esternazioni novax sui social e nelle piazze), e la sospensione dal lavoro, ampiamente giustificata dalle circostanze, risulta legittima anche se la sospensione dal lavoro corrisponde alla sospensione dello stipendio.

Del resto, tale sospensione arrivava, come abbiamo avuto modo di vedere, solo ove lo spostamento ad altra mansione non era possibile: se il lavoro non c’è, non lo si può inventare.

« La Corte – dice una nota diffusa dalla stessa Consulta – ha ritenuto inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa alla impossibilità, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiamo adempiuto all’obbligo vaccinale, di svolgere l’attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali. Sono state ritenute invece non irragionevoli, né sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull’obbligo vaccinale del personale sanitario. Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni proposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sanitario, sia per il personale scolastico».

Giorni di schermaglie social e non solo sono arrivati a questo, sono stati respinti tutti i ricorsi sull’obbligo: se il “mainstream non vi vuole dare la notizia” non è per censura. Semplicemente, come in questo caso, la notizia non esiste.

Nelle prossime settimane saranno comunque depositate le motivazioni complete, e saranno una lettura interessante.

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