Bufala

“Blasfemia al Gay Pride”, ma è una foto scattata a Rio De Janeiro durante una protesta

Sembrerebbe documentare un atto di blasfemia al Gay Pride, l’immagine che mostra due individui nell’atto di coprirsi i genitali con un crocifisso. Di fronte ad essi, sull’asfalto, un mucchietto di crocifissi e statuette. I nostri lettori ci segnalano il post pubblicato da una utente che sostiene che la foto sia stata scattata in un luogo non precisato in occasione del Gay Pride.

Questo non è il modo per rivendicare rispetto per il proprio orientamento sessuale.
Questa è provocazione sfociata nello spregio religioso.
Non è offensiva questa immagine??? Blasfema???
Contro l’omofobia certo ma non posso rispettare chi pretende rispetto togliendolo

Il Secolo d’Italia e Silvana De Mari contro il Gay Pride

La stessa immagine viene riportata dal Secolo d’Italia in un articolo del 2018 e dal sito ufficiale di Silvana De Mari (nota al nostro archivio) in un articolo del novembre 2020 con un riferimento a Mario Mieli di cui abbiamo parlato in questo articolo.

La foto che oggi analizziamo viene presa dal Secolo d’Italia e da Silvana De Mari come un esempio per condannare il Gay Pride. 

La foto non è stata scattata durante un Gay Pride

Con una semplice ricerca per immagine scopriamo che questa foto è stata già oggetto di analisi da parte dei colleghi di Maldito Bulo nel 2019, che in questo articolo hanno ricostruito l’origine dello scatto. La foto è stata scattata in Brasile, a Rio De Janeiro, in occasione della visita di Papa Francesco.

Il 27 luglio 2013 sulla spiaggia di Copacabana si stava tenendo la Giornata Mondiale della Gioventù quando Raissa Senra Vitral e Gilson Rodrigues Silva Junior, del movimento eversivo Marcha Das Vadias, avevano fatto irruzione per protestare contro la Chiesa e chiedere la laicità dello Stato. I due attivisti erano stati denunciati.

La foto pubblicata in questi giorni sui social, quindi, non immortala un momento di blasfemia al Gay Pride, bensì è stata scattata nel 2013 a Rio De Janeiro durante un atto di protesta contro il Papa da parte di una delegazione della Marcha Das Vadias, un movimento che non ha a che fare con il mondo LGBT bensì con i diritti delle donne.

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