Ci segnalano i nostri contatti un nuovo capitolo delle improbabili pubblicità in AI: una serie di spot di prodotti realmente esistenti, ma reillustrati con spot digitali.
Gli spot assolvono ad una lunghissima serie di adempimenti: un corto con AI può essere creato con un semplice abbonamento ad una piattaforma di creazione video o, per quelli particolarmente brevi (parliamo di 8-12 secondi) si può anche usare un pacchetto gratuito.

I video con AI possono “abbellire” il prodotto venuto, entrando (e in alcuni casi pericolosamente avvicinando al limite) nel campo del dolus bonus, ovvero la “innocua esagerazione” tipica degli spot televisivi che magnificano ogni prodotto venduto come se fosse, a tavolino, il migliore della sua tipologia e promettedo risultati esasperati.
Attenti alle improbabili pubblicità in AI: il coperchio estensibile in alluminio e la piastra miracolosa
Il primo è una piastra miracolosa per capelli, il secondo un sistema di coperchietti di alluminio che, nei video, sembrano passare dalla dimensione di un bicchierino per cupcake a quelle di un grosso melone o un piccolo tavolo.
Tutti i video hanno i tratti che abbiamo imparato a riconoscere nelle immagini: personaggi dalla mimica esasperata, quasi deforme (che abbiamo incontrato in casi di deepfake: allo stato attuale le AI possono riprodurre volti e fattezze umane con più accuratezza che in passato, ma inciampano nelle emozioni), voci prive di emozioni e che sembrano provenire da un punto qualsiasi della scena (abbiamo visto che le AI non sono in grado di simulare la spazialità dell’audio, quindi non si distinguerà quasi mai da che personaggio proviene la voce e sia riprese in interno che in esterno avranno la stessa “pulizia artificiale”), e tutti presentano il prodotto venduto come perfetto, efficace, ineguagliabile.
Prodotto che esiste e funziona, ma ovviamente non come nella forma “ricostruita”.
Dato questo di cui tenere conto.