Appare video deepfake con Vannacci ed Elly Schlein: e anche senza la smentita della diretta interessata, che era ovviamente chiara, agli addetti ai lavori i sintomi del deepfake sono chiari.
Video sfocato nei dettagli non essenziali per preservare la potenza di calcolo netta, le solite incertezze nel disegno della mano, una colonna sonora drammatica a tutto volume inserita per cercare di occultare l’unica magagna che i sistemi di generazione moderni non possono ancora sistemare agevolmente, l’audio.

Tutti i video generati con le tecnologie attuali suonano ridoppiati in malo modo, con un audio sin troppo “pulito” e adirezionale, come se la traccia audio fosse stata generata in un secondo tempo e applicata in modo posticcio, priva di direzionalità e di suoni di sfondo: cosa che effettivamente accade.
Rispetto ai deepfake passati la qualità video è migliorata, ed è sull’ignoranza dell’utente medio che chi crea questi deepfake conta.
Appare video deepfake con Vannacci ed Elly Schlein
Non si tratta neppure di “video ironici” o omaggi: la differenza tra un video ironico e un deepfake è il consenso. La tecnologia attuale consente di rubare le fattezze di un individuo e calarlo in una scena realistica.
Nonostante i tentativi però di evitare i watermark digitali presenti nei video creati con AI abbassando artificialmente la qualità, riregistando i video, i segnali restano però tutti.
“Ora, non mi interessa tanto la smentita in sè di un fatto poco credibile già di suo: mi interessa riflettere insieme su dove sta portando le democrazie questo tipo di abuso dell’intelligenza artificiale. Su cosa può fare ai diritti di tutte e tutti i cittadini. E voglio rilanciare l’appello che ho rivolto a tutte le forze politiche, già raccolto dalla presidente Meloni, a un uso responsabile ed etico dell’intelligenza artificiale. Perchè questa piccola vicenda dà l’idea degli enormi rischi di inquinamento della campagna elettorale attraverso deepfake sempre più raffinati”.
Dichiara la diretta interessata.