“Behind enemy lines”, dietro il fronte del nemico. Ma questa volta non si tratta di un fronte bellico, neppure di nemico fisico.
Vi avevamo già parlato di come Anonymous era riuscito l’8 marzo ad hackerare 400 webcam in Russia, sovrapponendo messaggi antimilitaristi e contro Putin come strumento per combattere la Censura del Cremlino.
Quella che ricordiamo punisce severamente chi non si “abbassi” a definire la guerra una “operazione speciale di denazificazione” e si appresta a limitare sempre più l’accesso dei cittadini Russi alla Rete, quantomeno all’informazione “occidentale”.
Dicevamo erano solo “prove generali”: Anonymous aveva promesso che ci sarebbe stata una nuova ondata, che nuove webcam sarebbero state hackerate e che sarebbero state usate per avere un occhio speciale sulle attività Russe.
“Behind enemy lines” serve esattamente a questo.
Un repository, una collezione di link temporanea che elenca parte delle svariate webcam hackerate negli ultimi giorni, divise per categoria (esterno, uffici, scuole, commercio, attività commerciali… si era pensato inizialmente ad hackerare le webcam installate in private abitazioni, ma alla fine Anonymous ha deciso che si tratta di contrastare il Cremlino e non il Popolo Russo, e quindi sarebbe stato irrispettoso) e riportanti messaggi antimilitaristi.
Lo scopo è ancora quello: fornire un’eventuale (ancorché da loro stesso definito poco probabile) aiuto “visivo” a chi volesse difendersi ma soprattutto stimolare consapevolezza nei confronti di quello che sta accadendo tra Russia e Ucraina. Allo scopo quindi di favorire donazioni verso il Popolo Ucraino e attività come l’invio di messaggi anonimi mediante SMS al popolo Russo.
Tutto questo servirà per cercare di spezzare la Cortina di Ferro della Censura eretta dal Cremlino.
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