Ci segnalano che

Anonymous colpisce la Banca di Russia (e applica al mercato le sue sanzioni)

Anonymous colpisce la Banca di Russia, questa è la notizia che ci è pervenuta in queste ore e che useremo per il nostro nuovo tag “Ci segnalano che”. Quello dedicato alle “hit news”, le notizie calde del momento su cui prendere il polso.

Perché la storia, almeno promettono gli hacker diventati la spina nel fianco e il nemico numero uno del Cremlino, non finisce qui.

35000 files della Banca di Russia, contenenti accordi e contratti, secondo quanto asserito dal collettivo potrebbero finire rilasciati sulla Rete nelle prossime ore.

L’ultimatum per il Cremlino è di 48 ore a partire dalla mezzanotte di oggi 24 Marzo, termine entro il quale il leak sarà reso manifesto sulla Rete.

Sulla Rete tutta, dato che nonostante una nota fake news degli outlet di notizie legati al Cremlino e degli hacker legati alla Russia “Killnet” Anonymous non ha un sito internet ed una sede.

E probabilmente neppure un ufficio con una segretaria che risponde alle telefonate.

Quello che Anonymous ha è la volontà di colpire il Cremlino in ogni modo possibile.

Sappiamo che molte aziende hanno abbandonato la Russia, come Ikea, Apple, Lego, Nike, Volkswagen, Bmw, Mercedes, Toyota, Harley-Davidson, Dhl, Shell ed Eni.

E sappiamo che parte dei pacchetti di sanzioni della comunità internazionale alla Russia colpiscono proprio la capacità di commercio.

Alcune ditte non l’hanno fatto, e qui interviene Anonymous. Se Anonymous colpisce la Banca di Russia, ne ha anche per le compagnie che ancora operano in Russia.

Nello stesso lasso temporale dell’attacco alla Banca Centrale, Anonymous ha messo offline i siti di diverse compagnie che continuano ad operare in Russia, ripromettendosi di continuare a farlo.

Certo, i siti sono tornati online alla fine, ma intanto Anonymous ha dimostrato di non voler rendere la vita facile a chi commercia nella Russia dell’“operazione militare speciale di denazificazione” che invece è una guerra.

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