Tutti amano i vincitori, ma tutti tifano per i cattivi: e questo può essere nato dal cattivo più adorabile di sempre, Dick Dastardly, il “Bieco Barone” delle Wacky Races, la corsa più pazza del mondo.
Una delle serie nata dal genio visionario di Hanna&Barbera (noti per gli Antenati e i Pronipoti e per Tom&Jerry) che questa volta portarono ai bambini la versione romanzata di una serie di suggestioni cinematografiche, secondo una visione dell’animazione per cui l’animazione per bambini poteva prendere le mosse dal mondo in cui gli stessi vivevano, e romanzarlo in una versione da sogno.

Forse un po’ lontana dai nostri tempi: oggi difficilmente avremmo storie di gatti che si azzuffano male con topi, gangster alla guida di automobili possenti e tratte da film più adatti ai genitori che ai bambini.
Ma ieri era possibile, anche se come vedremo assieme non senza qualche controversia
Al principio era La Grande Corsa
Nel 1965 gli Studi Warner Bros. lanciano un film di corse basato sulle istrioniche personalità dei comici Jack Lemmon, Tony Curtis e Natalie Wood, la Grande Corsa.
La “strana coppia” Lemmon/Curtis interpretano due audaci piloti di automobili, il diabolico “Professor Fate”, un cinico e sprezzante baro e Leslie Gallant, un eroico e galante (come suggerisce il nome) pilota che crede nella giustizia e nella lealtà. Chi ricorda le Wacky Races comincerà a vedere i collegamenti, che diventeranno ancora più evidenti quando il duo decide di risolvere le loro controversie con una gara automobilistica a sette con altri cinque bizzarri personaggi tra cui la giornalista Maggie DuBois, elegante e raffinata che diventa presto l’interesse sentimentale primario di Leslie.
Nel finale Leslie decide di abbandonare la gara dando la vittoria per forfait a Fate per provare il suo amore a Leslie, ma anche il Professor Fate decide di abbandonare la gara, attendere che la coppia si sposi e ricominciare la sfida, nuovamente armato dei suoi trucchi scorretti, solo quando il suo rivale sarà nuovamente pronto.

Nello stesso anno Twentieth Century Fox lancia un film basato su un concetto simile, Quei Temerari sulle macchine volanti, basato invece sulla gara di un gruppo di buffi aviatori, tra cui l’inventore americano Orville Newton, la suffragetta Patricia Rawnsley e il malvagio Sir Percy, aviatore imbroglione dagli stereotipati baffetti.
Anche qui abbiamo un nutrito gruppo di campioni in una corsa intorno al mondo che si sfidano con una serie di trucchi: Hanna&Barbera decide per una riduzione animata dello stesso concetto, in collaborazione con Heatter-Quigley Productions, ditta che invece si occupava di quiz televisivi.
Arrivano le Wacky Races
Siamo quindi arrivati al 1968: l’idea era creare un game show per i bambini ispirato alla Grande Corsa e ai Temerari sulle macchine volanti: un nutrito cast di bizzarri e colorati personaggi si sarebbero sfidati, puntata dopo puntata, in una grande corsa a tappe in giro per l’America, ed i piccoli spettatori avrebbero potuto scommettere sul vincitore della puntata (almeno in prima visione, ovviamente), inviato in qualche modo (probabilmente telefonando) all’emittente il pronostico della vittoria e ottenere ricchi premi.

L’angolo del gioco a premi fu cassato dall’emittente, dopo le proteste preventive di Action for Children’s Television, associazione volontaria di genitori con a capo Peggy Charren, Lillian Ambrosino, Evelyn Kaye Sarson e Judy Chalfen che si ergeva a guardiana della moralità televisiva cercando a loro dire di “diversificare l’offerta e tutelare i prodotti per l’infanzia”.
ACT temeva un gioco a premi ispirato al mondo delle scommesse fosse diseducativo e sostanzialmente insegnasse ai bambini a scommettere.
Questo portò Hanna&Barbera a rimuovere la parte relativa alle scommesse, sia pur lasciando la partnership con Heatter-Quigley, e attirò l’attenzione di ACT, altro elemento abbiamo visto necessario al successo della serie.
Rimasero però i personaggi ispirati alla Grande Corsa e ai Temerari. Non tutti almeno: il primo ad essere ricreato fu proprio Dick Dastardly il “Bieco Barone”, ispirato da una combinazione del Professor Fate e di Sir Percy, munito di una sua variante del servitore di Fate, nel film originale il maggiordomo/meccanico/imbroglione/pasticcione Max Meen, ovvero il cane Muttley, seguiti, citando l’introduzione originale
“Ed ora Signore e Signori vi presentiamo i più famosi e spericolati piloti che partecipano alla gara senza regole, il Wacky Races, dove ogni espediente è consentito per conquistare il titolo mondiale del Wacky Races. Sono sulla linea di partenza. La prima vettura è la Sei Cilindri di Peter Perfect. Rufus Roughcut lo segue con la sua Spaccatutto. In terza posizione troviamo l’Armata Speciale. Subito dopo Clyde e la sua banda con la loro macchina antiproiettile. Poi il supergenio delle piste: Pat Pending, con la sua Multiuso. A breve distanza la divina Penelope Pitstop, l’affascinante ragazza che partecipa alla corsa. Appresso abbiamo la Macigno Mobile dei fratelli Slag, Rock e Gravel. Quindi il Diabolico Coupé con alla guida Big Gruesome. Alle sue spalle, concentratissimo, Red Max. In penultima posizione, l’Insetto Scoppiettante di Luke e Blubber. E all’ultimo posto, sulla Vettura 00, Dick Dastardly, pilota dall’astuzia proverbiale. Suo compagno di corse il fedele Muttley, che lo aiuta nei suoi trucchi al limite del regolamento. Ma attenzione, lo starter dà il VIA!…. Ma che succede! I piloti non si muovono dalla linea di partenza! È un altro degli sporchi trucchi di Dick Dastardly, che però ha ingranato la marcia indietro. In questo momento sono partiti! Inizia l’avventura del Wacky Races!”
Ovviamente è ovvio che Peter Perfect, Dick Dastardly e Penelope Pitstop sono ispirati dal trio di personaggi della Grande Corsa, con Pat Pending nel ruolo dell’inventore (infatti il suo nome è un gioco di parole con la frase “Patent Pending” ovvero “In attesa di brevetto”) e con la presenza di Red Max, aviatore con una bizzarra macchina/aereo in grado di muoversi “balzellon balzelloni”.
Nonostante Penelope Pitstop fosse chiaramente ispirata a Maggie Dubois, abbigliamento compreso, la sua presenza non era prevista: Joe Barbera insistette personalmente coi creativi alle spalle del team di piloti, i disegnatori Jerry Eisenberg e Iwao Takamoto perché la prima lineup di corridori era priva di una rappresentanza femminile.

Secondo il produttore Scott Jeralds inoltre Hanna&Barbera colsero l’occasione per un ritorno all’antico: la TV di quegli anni stava sperimentando con show di azione e avventura per ragazzi, e le Wacky Races furono invece un riuscito tentativo di tornare alla comicità situazionale di Tom&Jerry creando uno show dove l’unica forma di violenza ammessa fossero i buffi tentativi di Dick Dastardly di vincere barando.
Ancora una volta in questa scelta rientra Peggy Charren, improbile alleata che cominciò a fare pressione per fare piazza pulita dei principali concorrenti della nuova serie.
In un caso di fuoco amico, la Charren se la prese con tre serie di Hanna&Barbera: gli Erculoidi, Space Ghost e Birdman e il Trio Galattico, ma anche con la serie di concorrenza Super President e coi Fantastici Quattro, decidendo di fare lobby contro le storie di azione, supereroi e fantascienza,, percepite come diseducative perché insegnavano ai bambini la violenza.
Se parliamo di alleata nonostante abbia di fatto contribuito ad affossare tre serie storiche di H&B è perché invece aprì la porta a tre nuove serie di Hanna&Barbera: Scooby-Doo, pensaci tu!, le Wacky Races e lo spin-off delle seconde, Dastardly e Muttley e le macchine volanti.
Il prezzo da pagare per l’alleanza fu l’abiura delle serie basate sulle storie di eroi e scontri per tornare ad umorismo e comicità, con una vena educativa.
Ad esempio, a Dick Dastardly fu consentito, come al Professor Fate, di cannoneggiare, sabotare e cercare di maltrattare i suoi avversari, ma tali tentativi, in pieno stile educativo dell’epoca, venivano frustrati creando il tropo letterario Dick Dastardly si ferma per barare: nelle Wacky Races gli imbroglioni non vincono mai e la storia rende chiaro che Dick Dastardly unico partecipante a non aver mai vinto una singola gara, avrebbe potuto vincere come gli altri se solo si fosse astenuto dal barare usando la sua abilità nella guida, di cui non era privo, barando per questione di principio.

Con un cast di undici equipaggi e 23 personaggi la Wacky Race fu tra le serie col maggior numero di personaggi: elencandoli per vittoria finale nei tredici mezzi episodi in cinque mesi di pubblicazione da Novembre 1968 a Gennaio 1969, abbiamo come vincitori i cavernicoli sulla Macignomobile, argento a Red Max, bronzo a Big Gruesome sul Diabolico Coupé (piccolo castello mobile guidato da un vampiro ed un mostro di Frankenstein) quarto posto alla “Gang del Formicaio”, gruppo di minuscoli mafiosi sedicenti padrini e protettori di Penelope Pitstop, quinto per l’Armata Speciale (due buffi soldati su un carro armato), sesto per Rufus Roughcut, boscaiolo con un amico e copilota castoro, settimo per Pat Pending, ottavo per Peter Perfect (equivalente del protagonista della Grande Corsa, pilota generoso ed eroico), nono per Penelope Pitstop, decimo per l’Insetto Scoppiettante di Luke e Blubber, un orso intelligente e un contadino e, ovviamente, ultimo posto di ufficio per il malvagio Dick Dastardly.
Come abbiamo visto, la serie nasceva come gioco a premi e scommesse: era quindi ovvio che nonostante la serie costruisse Peter Perfect e Penelope Pitstop come “eroi senza macchia” avrebbero dovuto occupare il fondo della classifica con Dastardly per rendere il risultato finale meno ovvio.
Molti personaggi avevano le loro bizzarrie: sul Diabolico Coupè torreggiava un draghetto incastrato nel tetto che aiutava velocità e manovrabilità, Peter Perfect deve il suo punteggio ridicolo nonostante la sau enorme bravura al fatto che la sua amata automobile è incline a rompersi spesso subito dopo che lui ne abbia lodato le abilità , la Gang del Formicaio usava i piedi per aumentare la velocità della loro automobile e il commentatore produceva sempre una telecronaca non meno buffa e divertente.
Wacky Races, come visto, durò pochissimo, ma ebbe un enorme impatto.
Gli spin-off e l’impatto culturale
L’anno dopo arrivò il citato Dastardly e Muttley e le macchine volanti, spin-off in cui Dick Dastardly diventa un aviatore (ispirato ai Temerari sulle macchine volanti) che alla guida di un team di piloti pasticcioni (lo “Squadrone Avvoltoi”, composto esclusivamente da persone più incapaci di lui) in una nazione in guerra costruisce bizzarri aerei per catturare il piccione Yankee Doodle, responsabile della consegna di dispacci ad una mai menzionata nazione nemica (che dal nome del pennuto sembrebbe essere l’America) fallendo ripetutamente a causa della sua incapacità, con spezzoni chiamati Muttley il Magnifico in cui Muttley sogna di diventare una delle figure più importanti della storia e della letteratura venendo rimproverato con la frase
“Svegliati Muttley dal tuo sonnellin
non sei Robin Hood, né il Gran Gunga Din!
non sei cavalier, né re coraggioso
Sei solo il vecchio Muttley: un botolo pulcioso”
Oltre agli spezzoni in cui Muttley si immagina un grande personaggio della letteratura e della storia, in tutte le avventure Muttley chiede ossessivamente medaglie a Dick Dastardly, che lo rimprovera ricordandogli come “Those medals you wear on your moth-eaten chest / Should be there for bungling, at which you are best” (“Quelle medaglie appuntate sul tuo petto mangiato dalle tarme dovrebbero esserti date per essere un pasticcione, l’unica cosa di cui sei davvero capace”).
Un secondo spin-off, che avrebbe dovuto incorporare Dastardly se non fosse stato “occupato” nello Squadrone Avvoltoi divenne Le avventure di Penelope Pitstop, dello stesso anno.

Se Dastardly e Muttley e le macchine volanti era ispirato ai Temerari sulle macchine volanti, Le avventure di Penelope Pitstop erano ispirate al tipico canovaccio della fanciulla in pericolo dei melodrammi dell’era del Film Muto come Le avventure di Paolina (1914): nello spin-off scopriamo che Penelope Pitstop è una ricca ereditiera ma orfana, affidata alla tutela dell’ex contabile dei defunti genitori Sylvester Sneekly.
Sneekly (gioco di parole con “Sneakily”, “occultamente”) è segretamente il malvagio Artiglio Incappucciato, identità segreta con cui cerca di uccidere (ovviamente la cosa viene presentata in modo da non attirare le ire di ACT) la bella Penelope per poter entrare così in possesso degli averi dei Pitstop (senza eredi, le imprese in possesso di Penelope passerebbero al suo tutore legale e ultimo collaboratore designato).
Penelope è ignara della connessione, ed ha come improbabili angeli custodi la Gang del Formicaio al completo, rivali nelle Wacky Races e “padrini improvvisati” della fanciulla pronti a correre al suo soccorso nella loro auto antiproiettile.

Al contrario delle “dive del muto” Penelope non è del tutto indifesa: solo che riesce a dare il suo meglio solo dopo essere stata catturata, liberandosi con astuzia e apparendo a dare manforte ai suoi angeli custodi nel finale degli episodi, ma solo l’iniziale sconfitta e dopo che nel resto dell’episodio Artiglio Incappucciato e la Gang del Formicaio si sono sfidati (mentre la Gang dà il suo meglio all’inizio dell’episodio per poi perdere colpi nel finale, quando Penelope Pitstop è pronta a dar loro il cambio).
L’impatto culturale
Come anticipato, Wacky Races insegnò ad una intera generazione a tifare per i cattivi buffi.
Nel 1990 Dick Dastardly tornò per Fender Bender 500, uno spin off durato due anni delle Wacky Races in cui l’eterno sconfitto delle Wacky Races tornò al volante di un nuovo mezzo per sfidare tutti gli altri eroi di Hanna&Barbera , come l’Orso Yoghi e Magilla Gorilla, ottenendo per la prima volta due vittorie (e una squalifica).
Un reboot del 2017 invece vide, con meno successo dell’originale, Dick Dastardly, Penelope Pitstop, Peter Perfect e Big Gruesome tornare per sfidare un nuovo cast di sfidanti, più Artiglio Incappucciato e la sua nuova alleata Pandora Pitstop, “sorella segreta” di Penelope entrata nel mondo delle corse per invidia rispetto alla sua sorella ricca e famosa.

Nel 2006 fu creato il pilot di uno spin-off basato su una premessa da “fanon asceso” ovvero le aspettative dei fan: in Wacky Races Forever sostanzialmente Dick Dastardly III, nipote dell’aviatore dello Squadrone Avvoltoi e figlio del pilota delle Wacky Races (sdoppiato in una dinastia di imbroglioni uguali) si scontra abitualmente con Piper e Parker Perfect, figli di Penelope Pitstop e Peter Perfect, giocosamente rivali ed eredi del Vezzoso Coupé di Penelope e della Sei Cilindri di Peter.
Anche in Wacky Races Forever Dastardly III getta via la vittoria barando, ma per un equivoco: Artiglio Incappucciato viene sostituito da Mister Viceroy, avvocato di Peter Perfect che ordina a Dastardly III di “separare i fratelli Perfect” per spingerli a litigarsi l’eredità dei genitori ancora viventi dandogli modo di spossessarlo, ma Dastardly, spiegando a Muttley (lo stesso di prima o un nuovo Muttley) che i “Dastardly sono tali perché barano” decide di separarli tirando loro del formaggio (gioco di parole con “wedge of cheese”) e dando modo a Parker Perfect di vincere la gara e riappacificarsi con Piper.

Come tutti i sequel moderni che abbiamo visto WRF non ebbe mai la possibilità di diventare una serie: il pubblico ama ancora le Wacky Races ma non gradisce si rinnovino.
Le Wacky Races in altri media
La cosa più simile che abbiamo avuto fu uno spot live action del 2013 per la Peugeot 208: nello spot un uomo comune a bordo della sua nuova Peugeot si trova fiancheggiato dai partecipanti alle Wacky Races e finisce involontariamente nella competizione: grazie alle superiori capacità della Peugeot riesce a trionfare nelle Wacky Races (grazie al cambio al volante riesce a schivare accelerando le bombe della Gang del Formicaio e far schiantare Red Max, grazie al navigatore satellitare che in quegli anni diventava optional di serie diffuso riesce ad evitare un ingorgo causato dal Diabolico Coupé e dall’Armata Speciale e grazie allo sterzo elettrico riesce a scansare i chiodi lanciati da Dick Dastardly mandandolo fuori strada) e nel finale offre un passaggio a Penelope Pitstop (unica riuscita a tenere testa alla Peugeot finché il Vezzoso Coupè non è andato in panne), facendola salire in macchina e buttando fuori Muttley che è riuscito non si sa come a entrargli in macchina.
Sul fronte videoludico abbiamo un gioco per NES del 1991 in cui stranamente il protagonista è Muttley pronto a soccorrere il suo padrone, e un gioco per Dreamcast in cui gareggiare contro i buffi corridori delle Wacky Races.

Nel 2016 un fumetto, Wacky Raceland, reimmaginò i Wacky Racers come dei guerrieri postatomici in un mondo distrutto, Dastardly come un antieroe baro e cinico ma competente e Muttley come un cane lupo con parti cyborg, mentre un fumetto del 2017 del fumettista Garth Ennis decostruisce l’archetipo mostrando un gruppo di quattro aviatori che, esposti a delle radiazioni misteriose, si trasformano nello Squadrone Avvoltoi che conosciamo, compreso Muttley.
Nel 2020 una versione alternativa di Dick Dastardly appare nel film Scooby! crossover tra Scooby Doo e Falcon e Cane Prodigio, serie di supereroi. Nella serie Dick Dastardly sembra voler inizialmente creare un piano per ottenere un tesoro custodito da Cerbero, ma in realtà cerca di tornare negli Inferi dove era andato a rubare il tesoro col fedele Muttley, ma i due erano rimasti separati, riuscendo a riunirsi finalmente al termine del film, inizialmente previsto per il cinema ma poi distribuito solo in digitale a causa della Pandemia da COVID19.
Incidentalmente questo conferma come Dick Dastardly è diventato da Bieco Barone il personaggio più amato del franchise.