Complottismo

Vaccini COVID19 e malattie da prioni: attenti ai paper predatori

Ci segnalano i nostri contatti una serie di condivisioni che collegano i vaccini COVID19 e malattie da prioni. In una parola, collegando i preparati Pfizer e Moderna alla malattia da mucca pazza.

La fonte è un post che contiene sostanzialmente tutti i tipi di disinformazione possibile.

Vaccini COVID19 e malattie da prioni: attenti ai paper predatori

Il post è il solito messaggio col nome “vaccino” storpiato per cercare di evitare i fact checker, traducibile con

I vacini (sic!) Covid19 sono associati con le malattie da Prioni, che conoscete meglio come la sindrome della Mucca Pazza. Quando leggerai che queste terapie genetiche sperimentali causano la malattia da prioni, che mangia il tuo cervello, ricorda che il CDC ha speso milioni di dollari in un programma per combattere gli zombies. Non ci si può inventare questa roba gente, ridono di voi, e voi vi ingozzate di veleno come se fossero ciambelle gratis!

Insomma, conoscete la “dialettica” novax. Un miscuglio mefitico di “sveglia!!”, insulti random contro le “pecore” e informazioni raccogliticce e non verificate.

Andiamo però con ordine smontando tutti i pezzi del giocattolo.

Vaccini COVID19 e malattie da prioni: il concetto di Paper predatorio

Per questa parte dell’analisi faremo riferimento ai colleghi di USA Today, che hanno esaminato il paper descritto nel link facendo riferimento ad esperti anche a noi noti, come la dottoressa Rasmussen.

Che ricorderete per il testo sulle origini di SARS-CoV-2.

Prima di andare avanti non possiamo che rilevare che il paper presentato è, oggettivamente, alquanto carente. Secondo ResearchGate è infatti costruito per sembrare scientificamente solido agli occhi del profano senza esserlo.

Non descrive le procedure indicate, presenta ipotesi e omissis al posto di risultati verificabili, e si basa su ipotesi scientificamente tra l’improbabile e l’impossibile, come l’ingresso dell’mRNA nel cervello e interazioni tra mRNA e DNA al limite del vago.

Infine, l’editore del Paper risulta nella lista dei potenziali paper Predatori. Paper, ricordiamo, di cui abbiamo parlato quando uno scienziato riuscì a farsi pubblicare un testo che dimostra come COVID19 sia causato dai Pokemon, cofirmato dall’Infermiera Joy e basato sulle ricerche del Team Rocket proprio per dimostrare il pericolo di pubblicazioni simili per il profano.

Tornando ai colleghi di USA Today, questi cominciano notando che nei memorandum FDA per Pfizer e Moderna non c’è traccia del curioso effetto collaterale, e neppure nel VAERS. VAERS che sappiamo, per suo funzionamento accetterebbe anche segnalazioni predatorie di persone convinte che i vaccini l’abbiano trasformato nell’Incredibile Hulk.

Secondo Matha Sharan, portavoce del CDC, “Il VAERS non ha ricevuto rapporti su malattie legate ai prioni, Alzheimer e sclerosi lateale amiotrofica dopo i vaccini. Nessuna evidenza ad oggi dimostra un nesso tra vaccini COVID19 e malattie da prioni”

Secondo la citata dottoressa Rasmussen il testo “non ha alcun valore scientifico”, e viene pubblicato su una rivista priva di reputazione scientifica,  potenzialmente predatoria.

Secondo il dottor David Gorsky, oncologo alla Clinica Universitaria dello stato di Wayne, il testo p meramente speculativo, basato su metodi non meglio precisati. E testo recidivo, il cui autore aveva “dimostrato” in passato collegamenti tra il diabete e il vaccino antinfluenzale.

La controanalisi di Gorksi evidenzia che l’intero assunto del paper si basa sulla teoria che i vaccini a mRNA siano terapia genica che possa introdurre modificazioni genetiche, e che i vaccini, iniettati in modo intramuscolare, possano in modo non meglio specificato apparire nel tessuto cerebrale attraversando la Barriera Emato-Encefalica in modi non precisati.

Anche nella sua analisi leggerete dei precedenti dell’autore del testo, apprezzati dalla comunità novax per averli usati come base sulle teorie complottiste del COVID19 come arma biologica e dei vaccini come causa di Diabete, Obesità e Autismo.

Il CDC si sta preparando agli zombies perché il vaccino ci renderà tutti zombies!

Non volevano mutarci il DNA per trasformarci in Tartarughe Ninja?

Scherzi a parte, la “ricerca sugli zombies” è in realtà un saggio del CDC nel quale si prende spunto della mania degli zombies reinnescata dalla serie televisiva allora famosa The Walking Dead per esprimere le somiglianze tra una apocalisse zombie ed un evento catastrofico con conseguenze durature.

Traendo quindi origine dalle disavventure dei personaggi televisivi per parlare del fatto che durante un cataclisma conviene, ad esempio, avere accesso a cibo, acqua pulita e risorse, evitare di lasciare la propria automobile a secco e far bollire l’acqua prima di berla se raccolta da fonti che possono sembrare pulite, ma non lo sono.

La mucca pazza ci fa diventare zombies

Il “Morbo della Mucca Pazza” tra i suoi effetti non ha la zombificazione.

L’Encefalopatia Spongiforme Bovina, al momento per fortuna praticamente eradicata, è stata collegata ad una variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob, una forma di demenza progressiva fatale.

Demenza, non zombificazione.

In conclusione

Possiamo concordare coi colleghi, concordando che al momento non esiste nesso tra vaccini COVID19 e malattie da prioni.

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