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USA: quasi la metà degli studenti che cantano “Dal fiume al mare” non sanno come è fatta la Palestina

Quasi la metà degli studenti che cantano “Dal fiume al mare” non sanno come è fatta la Palestina: in questo caso la politica e una certa militanza si infrangono contro il muro della conoscenza.

USA: quasi la metà degli studenti che cantano “Dal fiume al mare” non sanno come è fatta la Palestina

In modo tragicomico assai.

USA: oltre la metà degli studenti che cantano “Dal fiume al mare” non sanno come è fatta la Palestina

Un sondaggio su 250 studenti americani ha dimostrato che la maggioranza di loro, quasi l’80%, si è dichiarata entusiasta dello slogan per la liberazione della Palestina inserito tra l’altro nel manifesto di Hamas del 2017.

Ma la cosa più assurda è che buona parte di loro non hanno idea di che mare e che fiume si stia parlando.

Quasi la metà di loro, il solo 47%, ha ipotizzato correttamente che si parlasse del Mare Mediterraneo e del fiume Giordano: per gli altri è cominciato uno stupidario degno di raccolte nostrane come “Io speriamo che me la cavo” più che di istituzioni universitarie.

Per il 53% la Palestina è una specie di terra mitologica che si estende dal Mar dei Caraibi (per i più umili bastava solo l’Oceano Atlantico) all’Eufrate o al Nilo, di fatto spostando la Palestina e Gaza oltre il tempo e lo spazio come una moderna Brigadoon.

Sempre nel campione di studenti dalle idee scarse e ben confuse, Arafat è l’attuale “premier della Palestina”, non avendo consentito ad una faccenda triviale come la morte di impedirgli di adempiere al suo ruolo istituzionale (del resto, parliamo dell’America dove JFK Jr. ha dato dall’oltretomba la sua disponibilità a fare campagna elettorale per Trump assieme ad Elvis Presley…).

La cultura cambia la mente, letteralmente

Due terzi degli studenti hanno cambiato idea sullo slogan dopo essere stati aggiornati e ragguagliati sulla scomparsa di Arafat e sui corretti confini geografici delle nazioni mondiali.

Tre quarti dopo che gli è stato fatto notare che anche se considerassimo correttamente il Mediterraneo e il Giordano come confini di fatto Israele cesserebbe di esistere (e ricordiamo che consideranndo il Mare dei Caraibi o anche solo l’Oceano  e l’Eufrate, lo farebbero anche Europa e Africa.

La palma delle “idee assai confuse” va ad uno studente d’arte convinto che lo slogan sia omologo della soluzione “Due popoli, uno stato”, che ha visto il suo entusiasmo scemare quando l’esaminatore gli ha fatto notare che era l’esatto opposto.

Foto di copertina: Mappa di Israele da Worldometer.

 

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