Tutto quello che dovete sapere sulla CIE

Stanno lentamente finendo le proroghe per i cari vecchi documenti cartacei, ormai destinati al passato: è il momento della Carta di Identità Elettronica, che in tempi in cui lo SPID passa a pagamento, ancorché modico, torna sempre utile.

Ecco una galleria di dubbi, consigli e curiosità.

Come posso ottenere la mia Carta di Identità Elettronica?

Come si è sempre fatto, previa prenotazione agli sportelli del Comune di riferimento, con l’eccezione del Consolato per gli Italiani residenti all’Estero.

Per il rilascio della Carta di Identità Elettronica occorre versare la somma di € 16,79 oltre i diritti fissi e di segreteria qualora previsti. È importante conservare il modulo rilasciato in fase di richiesta al Comune, e portare con sé una fototessera in formato Passaporto che sarà stampata sul documento.

Tutto quello che dovete sapere sulla CIE
Tutto quello che dovete sapere sulla CIE

Anche in questo caso c’è una eccezione tech: le prenotazioni in comune mediante il servizio “Agenda CIE” consentiranno di caricare online la foto in formato digitale, mediante scansione o mediante originale fornito dal fotografo stesso (ormai le macchine fotografiche e le cabine usate producono in prima istanza la foto digitale che poi viene stampata).

Altra eccezione è il rilascio a minori, che richiederà ovviamente l’intervento dei genitori o chi ne fa le veci.

A quali servizi fiduciari potrò accedere?

Grazie all’app CIEID si potrà usare la propria CIE per autenticarsi sui siti della Pubblica Amministrazione, INPS e App IO, mediante appositi lettori reperibili a poco costo nei vari negozi di elettronica o Amazon, o usando il proprio Smartphone, in quanto ormai tutti gli Smartphone sono abilitati alla tecnologia NFC, quella usata per i pagamenti online.

Si potrà anche usare la CIE per apporre sui documenti la Firma Elettronica Avanzata (FEA), firma elettronica adatta a tutti quei contratti che richiedono la forma scritta ad substantiam (in una determinata forma per la loro validità) e ad probationem (la forma scritta come mezzo di prova).

Ad esempio apertura di un conto bancario o di un contratto finanziario, contratto assicurativo, referto, consenso informato, documentazione sanitaria se preventivamente firmata dal direttore sanitario, contratto di beni mobili (di consumo, di noleggio etc etc), ma escludendo i contratti di cui all’articolo 1350, dal n.1 al n.12 del Codice Civile, ad esempio i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili, i contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove anni, gli atti di divisione di beni immobili e di altri diritti immobiliari.

Dove trovo il PIN?

Al momento in cui effettui la richiesta in Comune ti sarà data una lettera con metà del PIN, il codice da usare per attivare i servizi, e metà del PUK, il codice di recupero da usarsi in caso si sia inserito più volte un PIN sbagliato, bloccando la scheda, o si necessiti di cambiare PIN.

Una seconda missiva arriverà a casa con la seconda metà dei due codici e la Carta di Identità.

In caso di smarrimento è possibile usare l’App CIEId su un dispositivo di proprietà per ricevere mediante i recapiti di telefono e mail indicati in sede di registrazioni il codice PUK che poi sarà usato per impostare un nuovo PIN.

In questo caso il PUK sarà inviato mediante CIEId dopo 48 ore dalla richiesta per limitare usi della funzione legati a furti di identità e non prima.

In caso contrario si può richiedere un nuovo PUK e quindi attivare un nuovo PIN mediante gli uffici del comune.

Quanto tempo vale la CIE?

Per un minorenne la CIE vale 3 anni per i minori di 3 anni e 5 anni per i minori di età compresa fra 3 e 18 anni.

Per un maggiorenne la CIE vale 10 anni.

Per gli ultra 70enni la CIE smette di avere data di scadenza per tutti gli scopi tranne quelli fiduciari: semplicemente starà all’anziano decidere se, dopo dieci anni, vorrà chiedere una nuova carta e un nuovo chip per continuare a firmare documenti, accedere ad App IO e siti della PA oppure ignorare tale parte dell’utilità e godersi la sua carta di durata illimitata.

E le Carte analogiche?

A riconoscimento della difficoltà del rilascio massivo di nuove CIE, sono state introdotte una serie di proroghe destinate non a mantenere la Carta di Identità Cartacea in eterno ma a consentire una buona transizione.

Nei contratti pubblici e privati stipulati entro il 3 agosto 2026, nei quali la carta d’identità cartacea sia stata impiegata quale documento identificativo delle parti, non occorrerà aggiornare la documentazione.

Fino al 31 Gennaio 2027 si potrà usare la Carta di Identità cartacea in corso di validità con funzione di identificazione nelle seguenti situazioni: prestazioni sanitarie, servizi previdenziali, pratiche assicurative, rapporti con la P.A., accesso (analogico) ai servizi pubblici, ritiro e deposito di denaro presso banche e uffici postali (ma non l’apertura di nuovi conti), riscossione delle pensioni, consegna della corrispondenza, notifica di atti giudiziari, pratiche presso rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all’estero.

Dopo il 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non potrà più essere utilizzata per l’espatrio: chi avrà comunque fatto richiesta per una CIE ed abbia necessità di partire potrà, come accadeva un tempo anche per le Carte di Identità Cartacee non rilasciate per tempo, chiedere il rilascio di un documento provvisorio di identità che attesti l’avvenuta richiesta e che dovrà essere riconsegnato al comune al momento del ritiro della CIE e non sarà comunque valido oltre i sei mesi, conforme a un modello che sarà definito con decreto del ministero dell’Interno, di concerto con Mef e ministero per la Pubblica amministrazione.

Alcuni contenuti e sezioni del sito sono attualmente in fase di revisione e aggiornamento tecnico-editoriale. Durante tale processo, potrebbero permanere materiali non aggiornati, incompleti o non pienamente allineati agli attuali standard redazionali, anche in ragione di vincoli editoriali preesistenti. Non si escludono possibili imprecisioni, refusi o incongruenze anche in relazione all’attribuzione, classificazione o associazione dei contenuti. Eventuali segnalazioni possono essere inviate a info@bufale.net. La redazione si impegna a valutare e, ove opportuno, integrare le segnalazioni ricevute.