Troy Hurtubise era l’uomo delle armature, di ogni armatura, compresa l’armatura anti-orso di Homer Simpson. Nato nel 1963 e morto in un incidente stradale nel 2018, Hurtubise era definibile come un incrocio tra Tony Stark, un esploratore della natura e il goffo Homer Simpson, tanto da meritarsi un omaggio nella serie televisiva

Hurtubise nella sua vita aveva progettato almeno due set di armature: un’armatura per avvicinarsi agli orsi senza essere aggrediti, ed una armatura modulare che avrebbe voluto dare ai soldati nei teatri di battaglia del mondo.
Non riuscì a diffondere le sue invenzioni.
Troy Hurtubise, l’uomo delle armature (compresa l’armatura anti-orso di Homer Simpson)
Hurtubise racconterà di aver incontrato un grizzly nel 1984: alcune varianti della sua storia dichiarano che a questo punto egli volesse vendicarsi dell’orso ed abbia speso la sua vita nel tentativo di cercarlo e, con la sua nuova armatura addosso, picchiarlo a sangue.
Questa è una bufala, Hurtubise era un accanito conservazionista, convinto che fosse scopo della specie umana preservare la biodiversità e studiare gli animali.
Il suo incontro lo stimolò non alla vendetta, ma a studiare metodi per avvicinarsi agli orsi restando in grado di difendersi: la sua prima idea fu creare un repellente per orsi, ma fu in seguito scartata per creare un’armatura protettiva.
Armatura progettata in modo da consentire al suo creatore di farsi investire da un camion, farsi sparare contro un muro da una macchina a tutta velocità, appallottolarsi e fuggire: l’idea assurda attirò il cineasta Peter Lynch che dedicò alla sua ricerca più assurda (forse, come vedremo) un intero documentario, Project Grizzly del 1996.

Il documentario fu parodiato nel quinto episodio della quindicesima stagione dei Simpsons, Il Panzoso e il Peloso, trasmesso in America nel 2003 ed in Italia due anni dopo: nella versione di Matt Groening Homer Simpson, aggredito da un orso, decide di vincere la paura per gli orsi che ha sviluppato costruendo una sua personale armatura contro gli orsi (col sedere scoperto per “non farsela addosso”) decidendo invece di diventare amico del plantigrade e regalargli l’armatura perché possa raggiungere una riserva naturale (dove ironicamente sarà bullizzato e maltrattato dagli altri animali…).

Ma come abbiamo anticipato, non fu l’unica strana invenzione di Hurtubise, ancsché una che lo lanciò nel mondo dei premi IgNobel, che abbiamo visto essere premi rilasciati a chi ha acceso l’amore per la scienza in modi goffi, buffi e inusuali.
Le altre invenzioni di Hurtubise
Nella sua carriera Hurtubise ha inventato Firepaste, un materiale intumescente (si gonfia se esposto a grandi temperature, ma non conduce il calore) inizialmente creato come imbottitura per la sua Ursus Suit ma poi diventato un materiale antifiamma (che l’inventore ha provato poggiandosi sul viso per poi darsi fuoco con una fiamma ossidrica…) e dichiarerà di aver inventato la Angel Light, una torcia miracolosa che consente di vedere attraverso gli oggetti.
Quest’ultimo oggetto, che secondo il suo autore gli consentiva di leggere le targhe delle auto parcheggiate in garages chiusi e di guardarsi all’interno del corpo “ma provando dolore e uccidendo i pesci rossi su cui veniva puntato” fu descritto dai suoi detrattori come una bufala ed un oggetto inesistente e, a dire il vero nessuno ne ha mai visto un esemplare funzionante.

Anche in questo caso Matt Groening lo ha omaggiato: nel tredicesimo episodio della prima stagione di Futurama, chiamato “Gusto a sorpresa”, parodia del romanzo e del film Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato il buffo Professor Fansworth, anziano ma gioviale “scienziato pazzo” inventa una torcia che proietta un raggio per vedere attraverso la materia solida, avvisando il fattorino Fry del potenziale pericolo per gli esseri umani (Fry se lo punterà sulle gonadi fino a che il raggio “smetterà di fargli male” per poi usarlo per cercare di vincere un concorso a premi guardando nelle lattine di una bibita senza aprirle).

L’ultima invenzione è ancora una volta un’armatura, la Trojan Ballistics Suit of Armour, esoscheletro polifunzionale per soldati con uno snorkel ventilato per difendersi dal caldo, fondine magnetiche per armi di fuoco e spray urticante, scopartimenti per antidolorifici e farmaci di emergenza, un registratore per dettare il proprio testamento al volo, spazio per un drone da pilotare con un tablet montato al braccio, una piccola vanga, luci di segnalazione e bizzarramente un orologio attaccato alla conchiglia inguinale.

Hurtubise non finì mai il progetto, anche se cercò di raccogliere fondi per evitare la bancarotta (150mila dollari citati come costo della Ursus Armor sono in realtà quanto speso per lo sviluppo della Trojan Armor) la sua morte rende impossibile che qualcuno mai lo termini.
Tra le fonti di ispirazione questa volta c’è un videogame: Halo, citato da Hurtubise come fonte “che ha guardato”, ovvero le armature degli Spartan, i soldati del franchise.