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Sì, dopo 400 anni le Poste Danesi cesseranno di consegnare lettere (ma qualcuno dovrà farlo)

Sì, le Poste Danesi cesseranno di consegnare lettere. E no, questo non significa che i titoli che avete letto e sicuramente leggerete sulla fine della posta tradizionale in Danimarca siano del tutto reali.

Andiamo con ordine e spieghiamo però cosa sta accadendo.

Sì, le Poste Danesi cesseranno di consegnare lettere (ma qualcuno dovrà farlo)

Dopo 400 PostNord, fusione dei servizi postali Danesi e Svedesi cesserà di occuparsi della consegna delle lettere.

Delle 1500 cassette postali dismesse, 1000 sono state vendute all’asta in poche ore dall’inizio della vendita, e le altre saranno vendute entro gennaio, con un valore (per gli interessati) di circa 270 euro per una cassetta delle lettere in buone condizioni e 200 se volete risparmiare 70 euro al cambio comprandone una usurata.

Sì, dopo 400 anni le Poste Danesi cesseranno di consegnare lettere (ma qualcuno dovrà farlo)

Semplicemente, la digitalizzazione della società ha ridotto il numero di lettere che vengono consegnate e scritte e il core business delle poste nazionali è passato alla copiosa consegna di merci e pacchi, accresciuti ulteriormente dall’ecommerce, provvedendo al rimborso dei francobolli inutillizati. Ma questo non significa che in Danimarca non si consegnerà più posta.

Semplicemente l’incombente passerà a Dao, operatore privato in appalto

Sì, dopo 400 anni le Poste Danesi cesseranno di consegnare lettere (ma qualcuno dovrà farlo)

Secondo le leggi danesi infatti deve esserci un servizio postale in grado di consegnare lettere.

Se non lo faranno le Poste Nazionali, bisognerà appaltare il servizio a qualcun altro, e quindi se in futuro Dao rinunciasse all’appalto bisognerà trovare qualcun altro che lo faccia.

La differenza è cosmetica e funzionale: i Danesi ora dovranno recarsi da un operatore in appalto, o pagare per il ritiro a domicilio, rinunciando alle buchette delle poste.

Come però abbiamo visto per oggetti vintage come i giradischi, nonostante il calo in media dell’uso delle lettere, esiste un ritorno nella fascia tra i 18 e i 34 anni, citati da Dao come i più prolifici: i giovani adulti vedono nella lettera fisica qualcosa che avendo un costo maggiore, richiedendo un impegno maggiore e lasciando una traccia tangibile prova dell’impegno affettivo necessario.

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