Sciolgono i cadaveri e ve li fanno mangiare: questa la nuova teoria del complotto, ovviamente lanciata dal solito video su TikTok dove immagini scorrono rapidamente con effetti sonori (le solite dita che battono rapidamente su una tastiera come a suggerire un “Noncielodikeno, condividi prima che ci censurano”) e una voce che sciorina la teoria di turno
Sciolgono i cadaveri e ve li fanno mangiare: il complottismo incontra Matrix
Ovviamente, la teoria per cui in “diversi stati” i cadaveri vengono trasformati in acqua che poi viene usata nel ciclo alimentare e quindi mangiamo cadaveri liquefatti per colpa dei poteri forti.
Teoria che dimostra come il complottismo si nutra molto di suggestioni cinematografiche: la “teoria della Matrix” diffusa dallo stesso Andrew Tate che in carcere giura di aver incontrato i dissennatori di Harry Potter deriva (come questa suggestione) dalla saga cinematografica con Keanu Reeves. L’intero impianto del Pizzagate e della Cospirazione di QAnon si basa su film come “Paura e Delirio a Las Vegas” (dove vengono descritti i fantomatici effetti dell’adrenocromo) e dalla saga “La Notte del Giudizio“, serie di film horror dove l’omicidio diventa legale una volta l’anno e i protagonisti si dedicano ad esecuzioni di massa.
Anche questa volta le ispirazioni da Matrix e Soylent Green sono evidenti. Ma andiamo con ordine
Quale teoria del complotto arriverebbe con un sito internet e delle FAQ che spiegano il funzionamento dello stesso per filo e per segno?
Sostanzialmente, se non avete alcun problema con la cremazione dei cadaveri, pratica possibile anche in Italia ma per motivi culturali e religiosi ubiquitaria negli Stati Uniti di America (dove ha preso piede Aquamation), non dovrebbe esserci problema con Aquamation.
Che è la cremazione, ma al posto del fuoco usa l’idrolisi alcalina.
Per i meno avvezzi alla chimica, il cadavere anziché gettato tra le fiamme di un forno crematorio viene posto in acqua e idrossido di potassio a 92 gradi per quattro ore.
Scena tratta da un promozionale di Aquamation
È pur vero che alla fine del procedimento resti con le ossa pronte ad essere inumate o poste in una apposita urna, ed è anche vero che il residuo liquido può essere usato per innaffiare un giardino, correggendo il PH per ovvi motivi. Ma a quel punto del DNA umano non è rimasto niente.
L’idrolisi alcalina è stata usata sulle carcasse animali dalla fine dell’800 per motivi igienici, dal ’92 è tornata in auge per disfarsi dei cadaveri degli esemplari bovini affetti da “morbo della mucca pazza” e recentemente è diventata famosa perché Desmond Tutu aveva chiesto per sè un funerale economico ed ecologico.
Usare quindi acqua e potassio al posto del fuoco semplicemente raggiunge entrambi gli obiettivi. Ad esempio, essendo un processo basato sul semplice bagno in una soluzione chimica, non devi tenere un fuoco acceso e gestire le emissioni dello stesso.
Con l’aquamazione nessuno fa mangiare alcun cadavere: il cadavere che altrimenti andrebbe cremato viene privato delle parti molli con un bagno di acqua e idrossido di potassio, e le ossa inumate. Fine.
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