Ci segnalano i nostri contatti un video con un soggetto e sua figlia che creano uno script che fa perdere tempo agli spammers e agli scammers (ovvero quelli che vendono aggressivamente prodotti e promozioni online e i truffatori che invece telefonano massicciamente al maggior numero di persone cercando vittime per le truffe) facendo loro perdere tempo col Rickrolling, ovvero sottoponendoli all’ascolto forzato di “Never Gonna Give You Up” (1987) di Rick Astley.

Una boutade simpatica, ottima per la viralità, inefficace nella vita di ogni giorno.
Perché lo script che fa perdere tempo agli spammers e agli scammers è uno scherzo simpatico (ed anche controproducente)
Come chiunque sia stato vittima di entrambe le tipologie di telefonate sa, tutto comincia dalle robocall, chiamate automatizzate il cui scopo è il primo contatto con una serie di numeri ottenuti in modo più o meno fraudolento (dalla composizione automatica di numeri telefonici cercando ogni possibile combinazione all’acquisto per vie traverse di “liste di numeri sicuri”).
Rispondere ad una Robocall in qualsiasi modo ha un effetto collaterale non voluto: confermi al venditore aggressivo o al truffatore che il tuo numero è attivo e qualcuno risponde.
Come dimostrano iniziative come Scammer Payback il truffatore semplicemente quando non ottiene quello che vuole (ovvero un “cliente” ricettivo e pronto a farsi truffare) molla il colpo, ed infatti gli scambaiter, soggetti che in iniziative OSINT (Open Source Intelligence, spionaggio “fai da te”) attaccano bottone con gli scammer usano stratagemmi elaborati per convincerli a restare connessi il tempo necessario per estrarre informazioni da loro (ad esempio utilizzando i sistemi di accesso remoto che alcuni scammer chiedono di installare sui computer delle vittime per avere accesso ai loro stessi dati, oppure spingendoli a “confessare” facendoli cadere in trappola durante la conservazione).
Rispondere ad una robocall con una robocall comporta una sola cosa: gli scammer ora sanno che un numero è attivo.