NON CONDIVIDERE “Stanno girando per appartamenti con la scusa di misurare le polveri sottili”

In questo interminabile gennaio 2018 ci ritroviamo a trattare una Catena di Sant’Antonio che già avevamo analizzato in tre riprese nel corso del 2017:

Oggi si resuscitano i morti, perché i viralizzatori (guardatevi da loro, potrebbe essere anche un vostro parente) hanno aggiornato il messaggio aggiungendo pericolosamente la foto di un tesserino ASL esibendo volto e generalità di una persona:

La foto è in circolazione su WhatsApp ed è allegata a questo testo:

Stanno girando per appartamenti con la scusa di misurare le polveri sottili…. Non aprite sono armate. Sono due donne con tesserino dell’ASL. Condividete, copia e incolla massima diffusione.

Impossibile resistere al comando “condividete, copia e incolla, massima diffusione” quando è la pancia a muovere il proprio mondo, anziché la testa. Poco importa se il messaggio non fornisce prove sulle responsabilità della donna raffigurata, perché “condividete” è un imperativo irresistibile. Il nostro consiglio è fermate ogni condivisione, perché vi ricordiamo che la bufala ha un profilo legale (non fate finta di non vedere il link, visitatelo) e dunque delle conseguenze che vi si potrebbero ritorcere contro.

Perché diciamo questo? Semplice: non avete prove sulle responsabilità di questa donna. No, non le avete, anche se diventate rossi in viso. Continuando a condividere questo messaggio che la riguarda, piuttosto, rischiate una denuncia per diffamazione, perché questa donna potrebbe essere innocente. Considerando, inoltre, che tale tipo di messaggio era già presente nella rete nel 2017 e non ha mai trovato conferme – nessuna denuncia presentata ai Carabinieri, nessun avviso da parte delle autorità o delle istituzioni, et cetera – è inutile insistere allegando la foto di un tesserino per cercare credibilità.

Ricordate: potrebbe accadere anche a voi. Sì, potreste finire voi tra le mani di un viralizzatore che si appropria dei vostri dati diffondendo messaggi e scatenando una macchina del fango che vi investirà in pieno. A quanto pare pochissimi hanno imparato la lezione di Alfredo Mascheroni, che la rete aveva indicato come pedofilo solo per obbedire passivamente al comando “segnala, condividi, fai girare”.

Era innocente.

Ora fermatevi. Se vi arriva un messaggio come quello segnalato non condividete. Nessuno verrà a casa vostra a misurare le polveri sottili, ma stare attenti agli sconosciuti dovrebbe essere la prassi. Non avete prove sulla persona indicata. Interrompete la catena. Se qualche vostro contatto ve la inoltra mettetelo in guardia sul rischio della diffamazione.

 

 

 

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