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No, non è possible mandare in crash la Nintendo Switch con la mossa Giorno paga di Pokemon

Ci segnalano i nostri contatti un reel secondo cui è possible mandare in crash la Nintendo Switch con la mossa Giorno paga di Pokemon, la mossa peculiare di un Pokemon, Meowth (ma ottenibile su altri Pokemon), che consente di ottenere dei vantaggi in gioco, ovvero della “moneta interna” da spendere in oggetti di gameplay.

Secondo il reel impostando un cambio economico favorevole con valute assai svalutate rispetto alla località di origine, nell’esempio Iran e Arabia Saudita, si può ottenere una somma di denaro virtuale sufficiente da far crashare il gioco.

Il video in realtà non dimostra l’esistenza del crash stesso: è ignoto se ritragga un crash casuale o sia stato alterato per “freezarlo” in modo posticcio, ma il contenuto veicolato è una fake news.

No, non è possible mandare in crash la Nintendo Switch con la mossa Giorno paga di Pokemon

La screen proviene dal gioco Pokémon Diamante Brillante/Perla Splendente, titolo per Nintendo Switch del 2021, reboot dei titoli per Nintendo DS Pokemon Diamante/Perla del 2006 lanciato in una operazione revival assieme al prequel Legends: Arceus che mostra il passato delle vicende narrate in gioco.

La mossa Giornopaga, nel titolo in esame (e in tutti gli altri titoli della saga) però non tiene in considerazione l’indirizzo IP o la nazionalità del giocatore, bensì il livello raggiunto dal Pokemon cui è stata insegnata (Meowth la impara naturalmente salendo di livello), aumentato di cinque volte.

Quindi un Pokemon a livello 50 otterrà 250 monete di gioco per utilizzo, ulteriomente aumentabili con oggetti-moltiplicatore che aumentano le monete guadagnate a fine battaglia.

Questo a prescindere dalla posizione geografica del giocatore.

La fake news fa parte del filone nato dopo il lancio di Switch 2, che ha riacceso l’attenzione su Nintendo e fa riferimento a mosse che nel tempo hanno perso i riferimenti al giocatore, come Schiamazzo, mossa che all’origine usava suoni registrati dai giocatori e poi diventata una mossa generica sia per limiti tecnici con la diffusione del gioco online che per evitare di invogliare i giovani giocatori a registrare profanità.

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