L’incredibile mondo delle confessioni online “Sono il cattivo?” ai tempi dell’AI

C’era una volta il subreddit AITA, la “catarsi per il cattivone frustrato che vive dentro di noi” (in realtà il termine nell’acronimo Am I The Asshole l’ultima parola è traducibile con epititeti assai più pesanti).

Una serie di confessioni simili alle nostre pagine “Il XXXXXXX di Merda” (il Coinquilino, il Marito, l’Amico eccetera…) dove il “cattivone frustrato” raccontava storie di ordinarie meschinità raccogliendo il clout, ovvero la preziosa attenzione virtuale dei presenti chiedendo al pubblico se alla fine della fiera era davvero “il Cattivone” o era stato provocato nella cattiveria.

L'incredibile mondo delle confessioni online "Sono il cattivo?" ai tempi dell'AI
L’incredibile mondo delle confessioni online “Sono il cattivo?” ai tempi dell’AI

AITA esiste ancora ed esistono numerosi canali simili, e molti di loro appaiono anche nel c.d. Doomscrolling, ovvero in riletture drammatiche offerte su YouTube tra un video e l’altro per invogliare a cercare i canali suddetti e su pagine plurilingua.

Con un solo, enorme problema: ormai il Cattivone Frustrato dentro di noi non è più dentro di noi, ma è dentro un Data Centr di una AI.

L’incredibile mondo delle confessioni online “Sono il cattivo?” ai tempi dell’AI

Entra ora in scena un fenomeno chiamato Digital Decay.

Esaminiamolo con le parole più semplici possibili: fino alla diffusione massiccia degli LLM, app ormai vintage come InSegretoWhisper (ora chiusa col dominio comprato da un collettivo musicale) e il suddetto subreddit AITA ospitavano confessioni spontanee di stronzi estemporanei abilitati da un certo presunto anonimato a dare voce al cattivello interiore regalandoci storie affini alle “cause a catena” dell’attuale Forum, laddove ad una storia di piccole meschinità e litigi familiari e collettivi segue una catena di confessioni in cui tra chi si riconosce nella vittima, chi dichiara di voler essere carnefice la palla della narrativa continua a rotolare.

Negli ultimi due-tre anni gli LLM sono arrivati a fare passi da titani, passando da un linguaggio scarno e storie strampalate alla capacità di incamerare gli elementi statistici di una storia con la precisione di uno studioso che esamina le Funzioni di Propp che compongono le favole più amate (ad esempio il “viaggio dell’eroe” che porta il padroncino del Gatto con gli Stivali dal lasciare la casa povero e mendicante a tornare come principe consorte della bella principessa, la fornitura dell’oggetto magico, come Aladino che trova la lampada, la scoperta di alleati fedeli, come il Genio, il Gatto, la servetta astuta ed altri personaggi…) e le ricompone.

Il Digital Decay interviene in questo anello della catena: tutti i canali di diffusione (social, Reddit, doomscrolling) vengono ora invasi da storie create da dataset, ovvero elementi presi da altre storie create con la AI, e per lo stesso fenomeno per cui la fotocopia di una fotocopia è sempre più sdrucita e confusa, le “nuove confessioni online” sono fotocopie sempre più uguali e con aberrazioni come vedremo sempre più evidenti.

Esiste anche un certo “Darwinismo (a)sociale” nelle storie: col tempo alcuni modelli si impongono su altri. Proviamo ad analizzarne alcuni.

“La famiglia aiuta la famiglia”, ovvero i “parenti serpenti”

Essite un filone di storie dove compare ad nauseam la dicitura “Family helps family”, la “famiglia aiuta la famiglia”.

Sono storie affini al motto italiano “Parenti serpenti”. Basate sugli USA dove è consuetudine considerare l’obbligo genitoriale esaurito con la maggior età e chiedere pigione al figlio, abbiamo quindi storie dove genitori e fratelli si attivano per rovinare la vita dei figli.

Abbiamo quindi all’inizio genitori orchi che sbattono fuori casa un figlio perché omossessuale o perché ha semplicemente scelto la compagna o il compagno (se cisgender) sbagliato, oppure perché si è rifiutato di servire a mo’ di valletto i parenti orchi e che finisce ridotto in miseria contemplando il suicidio.

Il giovane, come nelle favole di Propp, incontra un “aiutante”, solitamente un “Veterano dell’Esercito Gentile”, una “Cassiera del Diner” o altri personaggi che lo aiuta a trovare un lavoro e finire gli studi. Il ragazzo si ritrova entro i 20 anni inoltrati miliardario proprietario di una startup.

I genitori si ritrovano entro i 60 vecchi, malatissimi ed uno dei due afflitto da diverse malattie scarsamente curabili che ne hanno distrutto la qualità della vita, bisognoso di cure mediche urgenti che non può permettersi e tutti assieme bussano a casa del figlio chiedendo perdono e belando che “La famiglia aiuta la famiglia” e quindi il figlio ora multimilardario potrebbe sganciare loro un milioncino per le spese.

Il figlio manda a quel paese la famiglia e la storia si conclude col vecchio malatissimo che si allontana al tramonto contemplando la sua morte imminente e dolorosa col figlio che domanda al pubblico se ha fatto la scelta giusta.

Variante: il “figlio d’oro”

Una variante vede non il genitore malatissimo ma la figura del “fratello o sorella preferiti”. Un moccioso viziato che per motivi dinastici (il primogenito viene percepito come “chi porterà il nome della famiglia”) o per semplici simpatie rovina la vita al protagonista catalizzando ogni attenzione.

La storia continua col protagonista che “documenta tutto per i tribunali” (perché le storie in AI associano il “documentare” ai tribunali) con il figlio d’oro che riceve macchine costose e computer mentre il figlio negletto deve lavorare e “mangiare ramen” per pagarsi gli studi e, anche cresciuto, si ritrova a inviare a casa le decime del suo ricco stipendio per pagare le spese familiari e consentire al “figlio d’oro”, ora diventato un Filo Sganga incollato al divano che salta da schemi truffaldini per far soldi alle cryptovalute di continuare a mantenere il suo stile di vita.

Un giorno il “figlio d’oro” manca di rispetto al protagonista e la famiglia decide di godersi i soldi ottenuti senza includere il figlio nella loro vita, questi “senza urlare, senza lamentarsi” chiama la banca e “istantaneamente”, nel genere di istantaneo tipico delle storie AI, blocca tutte le utenze, pagamenti e carte di credito concesse dalla famiglia

Il giorno dopo un numero immondo di telefonate, “centinaia di chiamate perse in poche ore” (al ritmo di uno squillo ogni mezzo minuto quindi) annunciano al protagonista che, nonostante tali blocchi siano avvenuti da meno di dodici ore, la sua intera famiglia si trova sfrattata in mezzo ad una strada, non hanno più di che vivere, il “figlio d’oro” si scopre dovere miliardi al Cartello di Sinaloa o altri strozzini e usurai che ora si vendicheranno su tutta la famiglia e in massa bussano alla porta del figlio che li deride dalla finestra.

Una variante concepita per gli incel contro il #metoo vede tutto nascere dalla sorella che accusa il fratello di tentato stupro per futili motivi, tornando ad una crasi dei finali delle due varianti: la sorella incinta di uno o più camorristi del Cartello di Sinaloa e la famiglia distrutta trovano il figlio che è diventato multimiliardario altrove per chiedere loro soldi e aiuto, il figlio li disconosce e augura loro una pessima fine.

Esiste anche naturalmente la variante al femminile: la protagonista viene scacciata perché incinta di un uomo “non all’altezza” che si rivela essere un vero Principe Azzurro miliardario e quando la suocera torna chiedendo perdono, alla faccia della prescrizione, il Principe Azzurro minaccia di denunciarla e chiederle danni per le sofferenze patite anni prima dalla moglie scacciata promettendo che invece di aiuto userà la sua ricchezza per rovinare in modo ancora più profondo la vita della suocera, comprese azioni logiche per una AI ma meno logiche nel mondo reale come “comprare tutti i debiti della suocera per esigere pagamento immediato anziché le condizioni inizialmente pattuite”.

Gli allegri fedifraghi

Questo genere di storielle tocca invece le corde della sacralità del matrimonio. Un matrimonio finisce, ma per motivi volutamente grotteschi o degni di suscitare ragebait.

Ad esempio una “sposa esemplare” comincia ad orbitare intorno ad un gruppo di “divorziate hippy” che sembrano prese da un episodio di Sex and the City che la convincono ad abbandonare il marito e almeno due figlie piccole per “cercare se stessa”.

Il marito viene deriso e sbeffeggiato dalle arpie che lo accusano di “essere controllante” (traduzione pedestre di “being controlling”, le AI vanno pazze per “Being xxxx”) ma decide con impegno e umiliazioni di fare da padre e madre.

Una decina di anni dopo, con le figlie ormai adulte e donne di successo, la madre torna nelle vesti di una sfattona lacera e cenciosa con un “rottame di auto” dichiarando di voler tornare a casa perché la sua vita è diventata un disastro, neppure i suoi genitori la rivogliono indietro e le amiche divorziate sono conciate anche peggio di lei e non hanno soldi da dare.

Prima ancora che il marito apra bocca le figlie la scacciano di casa rinfacciandole di non essere stata mai presente e la famiglia si riunisce per guardarla allontanarsi “in una auto scassata” piangendo sconsolata perché non ha più dove e di che vivere.

La contoparte femminile vede il solito personaggio dell’uomo di affari con una famiglia segreta con la segretaria “moglie da lavoro” e la moglie tradita che col duro impegno e l’aiuto del nuovo compagno riesce a rivoltare la situazione diventando più ricca e famosa e rovinando per sempre la megaditta del marito dopo averlo allegramente sputtanato urbi et orbi.

La cognata gelosa/la nuova moglie del marito

Altri personaggi tipici sono gli invidiosi. Abbiamo quindi la nuora che decide di diventare il centro dell’attenzione del matrimonio del fratello, cercando in vari modi di mettere in ombra la futura cognata, la quale con astuzia (pagando qualcuno per gettarle addosso un intero calice di vino, proiettando durante il discorso dei coniugi una compilation dei tradimenti e dello stile di vita sregolato della cognata…) trasforma il suo trionfo in una pubblica umiliazione collettiva che la rimuove dalla scacchiera.

Variante è la nuova moglie del marito che decide di inscenare un reboot moderno di “Cenerentola” maltrattando i figli di primo letto del partner e negando loro le basi per concedere ogni lusso e spendere i soldi di mantenimento e divisione dei beni per viziare i suoi figli di sangue: nel finale il padre “sempre documentando ogni cosa” (anche cose che non poteva sapere a meno che di essere il narratore) trasforma la prima udienza di revisione degli accordi di separazione in una sorta di umiliazione pubblica in cui la Lady Tremaine moderna viene messa alla gogna dal giudice, privata di ogni avere, abbandonata dal marito e rinnegata dalla prole che esprimono il desiderio che lei e la prole dal secondo matrimonio vivano una vita di dolore e ristrettezza senza alcuna possibilità di catarsi rimasta.

Come accorgersi che siamo di fronte a tarocchi

Ci sono mille varianti, queste sono le principali.

Linguisticamente, tutte le storie presentano tratti da “Digital Decay”, come espressioni che si ripetono.

Le citate “Essendo [aggettivo]”, oppure il “documentare ogni cosa” in modo ossessivo, o scene ripetute di storia in storia in cui la vittima “non urla, non si dispera, non dice una parola”, associate nelle statistiche interne dell’AI all’elaborazione del dolore o ad un piano.

Molte storie presentano errori evidenti di coerenza interna, come le storie in cui la figlia abbandonata a 6 anni dieci anni dopo è una affermata professionista (a 16 anni?) o quelle in cui il vecchio reduce di qualche conflitto non specificato che aiuta l’eroe a rimettersi in piedi, già vecchio e malato all’inizio della storia, riesce a sopravvivere 30 o 40 anni superando quindi il centinaio di anni apposta per vedere i parenti della vittima soffrire in modo osceno per le loro mancanze e morire soddisfatto pochi minuti dopo.

In alcuni casi si arriva alla commedia dell’assurdo, come una storia in cui una donna incinta dichiara di non sapere se il figlio che porta in grembo è suo o dell’amante del marito (incidentalmente sua sorella) perché nel Dataset della AI la storia originale aveva i sessi invertiti.

Questo evitando i nomi comuni tipici delle AI e come le AI traducano le storie in modo multilingua ma non adattino le situazioni creando doomscrolling dove “Marco di Milano” si trova “Milioni in debito studentesco” o una ragazza di Modena viene “accusata di essere andata a fare la spogliarellista a Las Vegas, a pochi chilometri da casa” (!!!)

Ovviamente nelle storie con AI i nomi si ripeteranno: Claude ha una nota preferenza per Marcus/Marco come nome maschile, Gemini e ChatGPT per nomi come Kael e per Deepseek Elara è il nome più esotico possibile.

Sostanzialmente, se avete già letto storie simili altrove, o avete la sensazione che la storia serva per farvi incazzare, lo è. È un falso.

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