Valentin Dikul è un personaggio con una vita emozionante, e piena di azione. Impressionante, e per questo non c’è bisogno di aggiungere un po’ delle inevitabili “tarasconate”, ovvero le esagerazioni da Internet, di cui putroppo la rete è piena.
Secondo la Rete Dikul si sarebbe ripreso da “una spina dorsale frantumata che l’avrebbe lasciato del tutto paralizzato”. Non è andata del tutto così, ma come è andata è comunque assai impressionate.
La storia di Valentin Dikul, demistificata
La storia di Valentin Dikul passa moltissimo da una biografia pubblicata su Ria Novosti: storia che vede Dikul nascere nell’attuale Lituania e diventare orfano in tenerissima età, per poi diventare innamorato del circo.
Nel 1962 il giovane Dikul durante la sua prima esibizione pubblica circense subisce una caduta da tredici metri con fratture multiple, trauma cerebrale e frattura vertebrale da compressione della vertebra lombare.

Cosa diversa dalla “spina dorsale frantumata” che leggiamo in alcune condivisioni, ma sommata alle fratture multiple, fu abbastanza per lasciarlo allettato e paraplegico (non tetraplegico).
Dikul non tornerà mai più a volteggiare sui trapezi, ma dopo cinque anni di esercizi costanti e riabilitazione riuscirà dapprima a rimettersi in piedi e poi a passare al sollevamento pesi e diventare una celebrità locale rompendo diversi record di sollevamento, alcuni dei quali furono ad onor del vero disputati.
Nel frattempo, Dikul dal 1978 potè cominciare a sperimentare il suo metodo sotto l’egida dell’URSS, aprendo un suo centro dieci anni dopo, mentre nel frattempo era stato anche deputato in Unione Sovietica.
Il suo metodo, non riconosciuto in molti altri paesi, fu al centro di un dibattito anche nell’Italia del decennio scorso, con una sentenza della Cassazione del 2016 a proporre il Protocollo Dikul come non rimborsabile.
Al netto della propaganda resta la storia: un ragazzino circense di 14 anni con una vertebra collassata che, nonostante fosse stato dato per paraplegico a vita, non ha mai smesso di impegnarsi ed è tornato non sul trapezio ma a sollevare pesi.