La storia dell’uomo che cerca la password di un account con 150 bitcoin è una leggenda metropolitana (tratta da una storia vera)

La storia dell’uomo che cerca la password di un account con 150 bitcoin è una leggenda metropolitana moderna, e come tale ha un fondo di verità, ma nascosta bene.

La storia dell'uomo che cerca la password di un account con 150 bitcoin è una leggenda metropolitana (tratta da una storia vera)
La storia dell’uomo che cerca la password di un account con 150 bitcoin è una leggenda metropolitana (tratta da una storia vera)

La storia è una macro virale, una card, immaginetta con occasionale video in cui si vede un uomo provare le combinazioni pattern unlock (il glifo da formare con le dita sul cellulare) che dovrebbe portarlo a sbloccare un cellulare con un account con 150 bitcoin.

La storia non ha alcuna fonte ed è implausibile per una serie di motivi, ma è ispirata alla storia, questa volta vera, di Stefan Thomas

La storia dell’uomo che cerca la password di un account con 150 bitcoin è una leggenda metropolitana (tratta da una storia vera)

In realtà su un telefono del 2013 ci sarebbero stati diversi modi per cercare di aggirare un semplice blocco pin, e la storia compare da ormai tredici anni senza alcun nome, senza alcun riferimento su pagine dedicate al clickbait più feroce.

Si tratta quindi di clickbait senza alcuna fonte.

Basato però su una storia vera, la storia di Stefan Thomas, programmatore di San Francisco che dopo aver ormai quindici anni fa creato un video titolato cosa sono i BitCoin ha ricevuto da un appassionato una ricca mancia di 7002 Bitcoin, all’epoca dei fatti un centinaio di euro, che col tempo sono diventati quasi duecentoventi milioni di euro.

Thomas aveva tutto su un disco crittografato, con dieci possibilità di provare la password, e di essersi arreso dopo otto tentativi ed essere caduto in depressione per “fare pace col fatto che non ritroverà quei soldi” e non sarà definito dai suoi passati errori.

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