Nel 2008 un gruppo di ricercatori Canadesi in Cambogia si imbatté in un problema: la maggior parte delle donne incinta (60% al 2010) soffrivano di forme di anemia che potevano mettere a rischio il loro parto, e non era facile promuovere l’arricchimento della dieta col ferro.

Secondo la stessa logica per cui in Italia usavamo dare alle puerpere la c.d. “mela chiodata”, ovvero una mela nella quale erano stati inseriti dei chiodi perché il ferro si trasferisse alla dieta (invero, per una serie di ragioni, in percentuali infinitesime) i ricercatori Canadesi decisero di provare a promuovere l’uso di pentole in ghisa, fallendo perché le donne Cambogiane dei villaggi impoveriti non potevano permettersele, e poi distribuire piccoli lingotti di ferro da far bollire costantemente nell’acqua.
Ma anche questo metodo fallì.
La storia del Lucky Iron Fish, il “Pesce contro l’Anemia”
Christopher Charle, uno dei ricercatori, provò a promuovere l’idea di buttare piccoli lingotti d’oro nell’acqua da cottura, ma le donne rifiutarono.
Dopo essersi consultato con altri studenti provò a cambiare forma all’oggetto, usando stampi a forma di fiore di loto, ma anche così fallì. Gli fu detto che nei villaggi rurali i pesci sono simboli di buona sorte, e provò a stampare il lingotto (lasciato piatto e largo perché liberasse la maggior parte di ferro possibile, ancorché coi limiti visti) con la forma di un “pesce fortunato”
La nuova forma fu accolta dalle donne locali e il benessere ricevuto attribuito alla benedizione fortunata.
Il pesciolino fortunato secondo chi propone tutt’ora il suo acquisto avrebbe una serie di vantaggi per la salute, e viene ora accompagnato da una linea di integratori e lingotti con altre forme più adatte a mercati non orientali, come le foglie.
Un trial medico del 2017 confermò però che se il Lucky Iron Fish può avere una certa ancorché piccola efficacia sui casi di anemia da dieta, è sconsigliato laddove in posti proprio come la Cambogia vi è una alta percentuale di forme di anemia di origine genetica.
Vieppiù, un secondo studio ha dimostrato come una ulteriore causa di anemia in quelle terre derivi da pozzi inquinati da ioni di arsenico e manganese, ed anche in questo caso il pesciolino potrebbe essere insufficiente.
Ma laddove un piccolo integratore possa servire, esso è stato dichiarato dai suoi creatori come adatto allo scopo.