smentita

La scorta porta gli amici a casa dei figli di Renzi e giocano in giardino violando la quarantena: la smentita

Arriva una smentita ufficiale e molto dura da parte del diretto interessato, dopo la pubblicazione sui social di un’accusa chiara rivolta ai figli di Renzi, i quali giocherebbero a calcio e pallavolo con gli amici a casa loro a calcio e pallavolo. Una chiara violazione della quarantena imposta dal governo, in seguito all’esplosione della pandemia da Coronavirus, almeno stando all’autore del video diventato virale in queste ore. Accuse pesanti, che diventano ulteriormente delicate se pensiamo che se da un lato si mira a colpire l’ex Premier, allo stesso tempo vengono coinvolti anche minori.

Cosa sappiamo sui figli di Renzi e l’accusa associata alla mancata quarantena

Una bufala, in stile deep fake che vide protagonista lo stesso Renzi non molto tempo fa sul nostro sito, o un filmato che ha fondamento? I volti delle persone presenti nelle immagini non si vedono (ed è questo il motivo per il quale vi riportiamo tutto a fine articolo), ma allo stesso tempo alcune considerazioni sul contenuto incentrato sui figli di Renzi si possono fare. Il post su Facebook, partiamo da questo, è diventato a dir poco virale, facendo registrare decine di migliaia di ricondivisioni.

Partiamo col dire che i figli di Renzi sono liberissimi di giocare lì dove vengono in quadrati dalla videocamera. Si tratta di proprietà privata dell’ex Segretario del Partito Democratico. L’autore del video parla chiaramente di amici dei figli portati a casa dalla scorta dello stesso Renzi per giocare, ma nel filmato si notano solo cinque sagome. Ed il nucleo famigliare del diretto interessato è composto appunto da cinque persone. Non si notano auto della scorta, così come non ci sono prove sul fatto che in quel momento fossero presente altre persone.

Il politico ha già smentito sui social la notizia che coinvolge anche i figli di Renzi, annunciando azioni legali contro l’autore del video. Del resto, gli estremi legali paventati da Matteo Renzi, riconducibili all’articolo 615 bis del vigente Codice Penale, rubricato “Interferenze illecite nella vita privata”, con relativa pubblicazione dei contenuti sui social (coi relativi profili privacy), sembrano proprio esserci.

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