Ci segnalano i nostri contatti una “foto della moglie di Maduro” sotto processo con un vistoso occhio nero. La didascalia si spinge però oltre l’ipotizzare che l’immagine, come vedremo un deepfake, raffiguri la moglie dell’ex presidente del Venezuela brutalmente percossa durante l’arresto del marito, ma ad ipotizzare che l’occhio nero sia “un complotto nel complotto”.
La foto della moglie di Maduro deepfake e il complotto dell'”occhio nero”
Tutto il castello di carte crolla con una semplice considerazione: la foto è un deepfake.
Cilia Flores, moglie di Maduro, è una donna bionda di 76 anni, diversa dalla brunetta di mezza età ritratta nel deepfake (adeguatamente sgranato per cercare di cancellare i tratti della AI), somaticamente diversissima dalla figura ritratta nel Deepfake.
29.05.2023 – Cerimônia de chegada do Presidente da República Bolivariana da Venezuela, Nicolás Maduro, por ocasião de sua visita oficial ao Brasil.
Palácio do Planalto – Brasília – DF.
Foto: Ricardo Stuckert/PR
Non esistono immagini della Flores a processo, in quanto in America è generalmente la fotografia dei procedimenti giudiziari e si ricorre all’uso di illustratori.
Il Deepfake ha peraltro tutti i problemi tipici degli strumenti di generazione datati, compreso il fatto che la figura ritratta ha, evidentemente due orecchini diversi e la benda attaccata ai capelli.
Le illustrazioni disponibili quindi ritraggono la Flores bionda con i capelli raccolti a crocchia e un cerotto sulla tempia, ma non un occhio nero.
La teoria dell’occhio nero proviene invece da una separata teoria del complotto, comprendente personaggi come Lorella Cuccarini e il defunto Papa Francesco secondo cui gli appartenenti ai “Poteri Forti” organizzerebbero abitualmente risse clandestine ammaccandosi gli occhi, o si inietterebbero l’adrenocromo (nella loro immaginazione una “droga che rende immortali ottenuta frollando i bambini crudi”) direttamente in faccia per ottenere la vita eterna ottenendo l’aspetto di chi è stato appena massacrato di botte.
Anomalie nella foto
Complotto per complotto, il fatto che quella foto non sia di Cilia Flores ma sia un falso smonta tutto il complotto.
Ad aggiungere caos al caos arriva il tentativo di Fact Checking di Grok, al quale (nonostante come abbiamo più volte visto limiti tecnici rendano le AI lo strumento peggiore per provare a fare Fact Checking) è stata sottoposta l’immagine ed ha deciso che la scritta “Samira Shuja” sulla foto comporta che non si trattava delle foto della Flores ma della nota giornalista Londinese nata in Afganistan.
Che ovviamente ha tutt’altro sembiante, come potrete vedere dal suo account Instagram.
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