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La foto della “comandantessa della NATO” che non c’entra con la NATO

La foto della “comandantessa della NATO” che non c’entra con la NATO è il resoconto dell’ennesimo tweet di propaganda anti-NATO che ci è pervenuto.

La grammatica di simili comunicazioni è sempre la stessa: se vuoi gettare ombre su un “nemico” se ti gira di usare i calibri pesanti puoi accusarlo di satanismo o pedofilia con accuse risibili (bizzarri satanelli di cristallo oppure storielle a base di bambini mangiati nella pizza).

La foto della “comandantessa della NATO” che non c’entra con la NATO

Un approccio soft, tornato in voga grazie all’omofobia connaturata nell’universo delle “fonti russe” è aggredire qualcuno dandogli dell’omosessuale o del transessuale. Cosa, invero, accettabilissima e normalissima ma che per alcuni ambienti diventa “marchio di infamia”.

La foto della “comandantessa della NATO” che non c’entra con la NATO

In questo caso il fact checking dell’immagine è semplicissimo ed efficace: il condivisore ha semplicemente preso da Getty Images (peraltro senza pagarne i diritti per l’uso) la foto del Maggiore Donna Harding, donna transgender in forza all’Esercito Australiano, scattata durante la conferenza “Perspectives on Transgender Military Service from Around the Globe”  (“Prospettive sul servizio militare per persone transessuali nel mondo”) nel 2014.

Va da sé che la NATO ha 26 stati membri, ovvero Belgio, Bulgaria, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ungheria.

Anche volendo contare i 13 membri associati, ovvero Albania, Armenia, Austria, Azerbaijan, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Federazione russa, Finlandia, Georgia, Moldova, Svezia, Svizzera, Ucraina e i 4 associati Mediterranei Algeria, Giordania, Israele e Marocco, scopriamo l’anticlimatica assenza dell’Australia.

Chi ha condiviso la foto ha sbagliato l’esercito, sbagliato la data e, peraltro, insinuato il solito bias per cui “transessuale=degno di derisione”.

Non male per un post in cui la NATO si scopre è in grado di annettere oltre a stati lontani nello spazio anche il tempo stesso.

Conclusione

La foto della “comandantessa della NATO” riporta in realtà una donna transgender maggiore dell’Esercito Australiano.

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