La fake news della foto ritoccata della Santanché col filtro ringiovanimento dà il calcio di avvio ad una campagna elettorale che si presenta già lurida e peggiore di quelle precedute.
Speravamo di non dover più vedere campagne elettorali basate su video di TikTok con musichine derisive, “card” con virgolettati inventati e uso creativo del Photoshop.
Purtroppo abbiamo riposto malissimo le nostre speranze.
Siamo tornati all’uso creativo del Photoshop, siamo tornati alla politica del “ed io posso fare le bufale contro quelli cattivi perché le fanno contro quelli buoni”.
Alla fine, siamo di nuovo a “Siccome il dibattito sugli argomenti è esautorato dalla politica, allora va bene tutto”.
Non è un incontro di wrestling: è una campagna elettorale. Fatela finita.
La foto oggetto di esame è questa
La fake news della foto ritoccata della Santanché col filtro ringiovanimento
E sarà un esame particolarmente rapido.
L’originale della foto è disponibile tutt’ora sul profilo della senatrice di Fratelli di Italia Daniela Santantanché, componente della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) nonché della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
È uno scatto pubblicato in data 10 gennaio del 2022, riguardante la conferenza stampa dell’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi.
Come è possibile vedere, non vi erano tracce del filtro esasperato applicato nella versione fake della notizia.
Dai commenti traspaiono delle accuse alla senatrice di servizi di filtri e artifizi fotografici, che potrebbero aver ispirato l’anonimo creatore della fake nella creazione del suo prodotto.
È infatti pratica comune anche in tempi pre-Internet, nonché senza che questo comporti alcun biasimo che un personaggio pubblico sia attento a luci e composizioni delle foto, anche più semplici e intime, perché siano comunque gradevoli.
Lo fate anche voi a casa: su Instagram non postate le foto venute male, postate quelle venute bene.
Le accuse strumentali lasciano il tempo che trovano, e sono frutto di una campagna elettorale che si appresta ad essere breve e tossica.
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