È almeno da qualche mese che vediamo su Instagram e dintorni i video di Aircela, la ditta che produce benzina dall’aria. I video sono assai semplici: un affare grosso come un frigorifero si accende e trasforma l’aria in benzina verde.
Idealmente pronta a entrare direttamente nei motori delle vostre auto: ma dov’è il problema?
La ditta che produce benzina dall’aria (e perché è presto per festeggiare)
Il problema sono le leggi della termodinamica stessa, nonché le leggi di conservazione della massa: in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Ciò posto Aircela non è la prima ditta che ha provato a sintetizzare idrocarburi partendo dall’anidride carbonica e dall’idrogeno che abbondanti ci circondano in ogni momento. Già dodici anni fa una ditta inglese ci provò con successo.

Il problema è il costo: al momento servono circa 35-50 kWh di elettricità al dispositivo per produrre un litro di carburante, e ogni dispositivo non può produrre più 64 litri di combustibile al giorno.
Questo renderebbe il dispositivo assai meno competitivo di una semplice colonnina per la ricarica dei veicoli elettrici e assai meno pratico di una normale pompa di benzina.
È più o meno il meccanismo per cui nonostante ci siano tonnellate di oro e metalli preziosi disciolti negli oceani estrarle costerebbe di più di quanto si ricaverebbe vendendo il minerale ottenuto.
Aircela è ottimista però nel rendere tale rapporto costo/benefici molto più favorevole per il consumatore cominciando la creazione di pompe di benzina “ecologiche” che estraggano benzina dall’aria.