Approfondimento

Junior Cally a Sanremo: probabile l’esclusione tra mailbombing e proteste

Ci viene segnalata una richiesta di mailbombing relativa alla presenza di Junior Cally a Sanremo, di questo contenuto

Ho appena inviato una mail contenente questo testo a: [indirizzo]

Considero vergognoso che partecipi a Sanremo Junior Cally, un rapper per ragazzini/e che ha nel suo repertorio canzoni contenenti frasi come queste:

«Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia.
Balla mezza nuda, dopo te la da.
Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà».

«Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera».

«state buoni, a queste donne alzo minigonne»;
«me la chi*vo di brutto mentre legge Nietzche»;
«ci scopi*mo Giusy Ferreri [la cantante ndr]»;
«lo sai che fotti*mo Greta Menchi [una influencer, ndr];
«lo sai voglio fott*re con la Canalis [la conduttrice ndr]»;
«queste put**ne con le Lelly Kelly non sanno che fott*no con Junior Cally»

Ritengo che la RAI dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne. Ma quanto meno esigo possa evitare di fomentarla dando spazio a questi “cantanti”.

Cordiali saluti,

Siamo solitamente diffidenti verso misure come il Mailbombing, se non altro per il motivo che una casella di posta riempita semplicemente smette di accettare nuovi messaggi, rendendo il vostro mezzo di protesta efficace come urlare alle finestre di un politico con un megafono rotto che deforma la vostra voce nei balbetti di Zed, l’incomprensibile poliziotto di Scuola di Polizia dalla vocetta stentorea e ricca di buffi difetti di pronuncia e cadenze vernacolari sempre diverse.

Dobbiamo dare atto che la questione relativa a Junior Cally si è praticamente già risolta da sola, e se non lo è si sta risolvendo, e Foa, Presidente della RAI, si è già pronunciato

La Storia

Parliamo, avrete capito, di Junior Cally, rapper romano con pesanti ispirazioni Trap autore di testi quantomeno controversi, dove testi con parole ed immagini violente si accostano a videoclip con donne legate ed oggetto delle morbose attenzioni dell’interprete del video.

Violenza simulata, descritta, ma non meno reale, in una sequela di testi dove nella costruzione di un rapper sciupafemmine e maledetto il personaggio maschile viene descritto come un insaziabile satiro sospinto da irrefrenabili istinti sessuali e voglioso di sfogarli liberamente con donne ridotte ad oggetto e trofeo, impotenti davanti all’onda montante del desiderio virile.

Ovviamente, il cantante scinde il personaggio-satiro Cally, il rapper mascherato, dal creatore. Se indubitabilmente Cally si descrive come un autoconfesso satiro dall’esplosiva carica sessuale, l’autore si dissocia da esso dichiarandole semplice parte dell’espressione artistica, definendole opera di finzione

l’arte può avere un linguaggio esplicito e il rap, da sempre, fa grande uso di elementi narrativi di finzione e immaginazione che non rappresentano il pensiero dell’artista

Resta il dubbio se sia opportuno portare sul palcoscenico dell’Ariston, già afflitto da polemiche, un personaggio sia pure immaginario descritto mentre usa (ed abusa) la donna come un oggetto: dubbio che il Presidente Foa sembra aver risolto con un deciso ultimatum

Adesso il passo indietro lo deve fare il rapper Junior Cally. Almeno è quello che chiede il presidente della Rai, Marcello Foa, che esprime «forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70° anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani». Una presa di posizione chiara e netta quella del presidente all’indomani del nuovo caso che coinvolge il Festival.

Sostanzialmente intimando a Junior Cally di ritirare la sua presenza da Sanremo chiedendo ad Amadeus di riportare il Festival nella sua giusta dimensione.

Avete presente quando i moderatori di Bufale chiedono ad un facinoroso di “cancellare i suoi commenti e rimuoversi da solo dalla pagina prima che un admin provveda alla limitazione della sua utenza”, dove per limitazione si intende ban?

Il messaggio di Foa è ben chiaro, e pare proprio che le vie di uscita da questa incresciosa situazione passino da un passo indietro del cantante, a prescindere dalla sua difesa del diritto a creare un personaggio “sporco e cattivo”.

 

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