Ci segnalano i nostri contatti post riguardanti un ragazzo geniale che avrebbe inventato “un materiale simile alla plastica ma del tutto biodegradabile”. Quel ragazzo ora è un brillante ingegere e un paladino della lotta al climatico e dell’industria ecosostenibile, ed ha un nome e cognome: Joseph Nguthiru.

L’avventura di Joseph Nguthiru comincia quando l’ingegner Nguthiru, Keniota di Nairobi, ingegnere non era ma semplice studente.
Joseph Nguthiru: dalla plastica di alghe alla tutela dell’ambiente
In tale occasione si imbatté durante un sopralluogo nel giacinto d’acqua, pianta bellissima ma fortemente infestante: originaria dell’Amazzonia è una delle cento piante infestanti più nocive al mondo.
Fu portata in America per la sua bellezza diventando il più grande ostacolo alla navigazione su battelli nel Mississipi. In Africa il giacinto d’acqua ostacola la navigazione, danneggia centrali idroelettriche e rende l’acqua inabitabile per i pesci, resistendo a qualsiasi tentativo di rimozione.
Chiunque altro avrebbe pensato ad un modo per sbarazzarsene: il giovane Nguthiru cominciò a pensare a come usare una pianta definita infestante e quindi dall’elevata capacità di riproduzione.
Decise di farne imballaggi biodegradabili e compostabili di cellulosa che può essere lavorata fino ad avere una consistenza simile a quella della plastica e poter essere usata per ricavarne imballaggi per uso alimentare, per corrieri e per creare buste di semi biodegradabili, col vantaggio non meno ovvio di coinvolgere le comuinità Keniote nella raccolta e nel primo processamento delle piante.
A questo punto la scalata per il successo di Nguthiru era solo all’inizio: HyaPack, la startup che si occupava di quegli imballi, ripristinò i posti di lavoro distrutti dall’infestazione e portò nel 2025 a farlo premiare come Young Champion of the Earth dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
Non si fermò lì, creando M-Situ AI, sistema di tracciamento satellitare con AI per prevedere incendi dolosi e deforestazione, cofondò AfroClimate, ONG per combattere gli effetti nocivi del cambiamento climatico, e tutt’ora accumula premi e traguardi nella creazione di una economia circolare ed ecosostenibile.
Ovvero difendendo l’ambiente e le maestranze che con esse lavorano.