Allarmismo

Inutile allarmismo per la tassa su prelievo contanti con Libero e Feltri: “Governo prepara la rapina”

Un vero e proprio allarmismo quello alimentato in queste ore da Libero e dalla prima pagina approvata da Feltri, a proposito della tassa su prelievo contanti oggi 14 settembre. Una questione da approfondire con grande attenzione, affinché non si diffondano inutili preoccupazioni per gli italiani, oltre alla solita disinformazione riguardante le attività del nuovo governo composto dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico. Insomma, il giornalista di nuovo sotto la lente d’ingrandimento, dopo l’ultimo approfondimento che gli abbiamo dedicato sulle nostre pagine.

Ci sarà realmente una tassa su prelievo contanti? Al momento siamo solo nella fase delle proposte da parte di Confindustria, ma è importante evidenziare che l’eventuale attuazione del provvedimento andrà ad investire solo una fascia minima della popolazione, con relativi vantaggi in altri contesti. Secondo quanto precisato anche da Open nel corso delle ultime ore, infatti, l’idea è quella di tassare i prelievi bancomat superiori a 1.500 euro mensili, complessivi per singoli conti. Basta poco per concludere che un segmento minimo di italiani arrivi a prelevare tanto dal bancomat, senza dimenticare che l’eventuale tassazione andrà a colpire solo le eccedenze rispetto alla soglia.

I vantaggi riguardanti l’eventuale tassa su prelievo contanti

Qualora la proposta riguardante la tassa su prelievo contanti dovesse essere approvata (i tempi, nel caso, saranno molto lunghi), non mancheranno i plus per bilanciare un approccio del genere. In particolare, la disposizione darà vita ad agevolazioni per i pagamenti elettronici. In sostanza, parliamo di una tassa pari ad appena il 2% rispetto alle eccedenza da un lato, mentre dall’altro agevolando i pagamenti elettronici dovremmo avere uno strumento in più per combattere l’evasione.

Insomma, bastano questi pochi e semplici presupposti per giudicare esagerato il titolo di Libero pensato da Feltri oggi 14 settembre. Parlare di “rapina” e di soldi non nostri se lasciati in banca, infatti, non fa altro che accentuare la misura di alcune idee, creando non poca disinformazione. Come si potrà notare dai commenti nel post originale.

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