Dal primo Aprile 2028 il Regno Unito imporrà, o potrebbe imporre (dipende dal punto di vista, ovvero se conti la norma, già decisa, o il complesso di norma e attuativi, che ovviamente in due anni potrebbero essere sottoposti a revisioni già previste dalla norma) una estensione della VED, Vehicle Excise Duty, ovvero la versione anglosassone del bollo auto, legata ai veicoli elettrici.
Laddove per veicoli elettrici la norma intende i c.d. BEV, PHEV e HFCEV, in italiano corrispondenti ai veicoli completamente elettrici (alimentati dalla sola batteria), i Plug-In Hybrid (che combinano motore termico e motore elettrico) e motori Fuel Cell a Idrogeno.
In Gb dal 2028 tassazione al km per veicoli elettrici e ibridi plug-in
A pensarci bene il cambiamento non è improvviso, ma era nell’aria: già nel 2017 era stata rimossa l’esenzione dal bollo auto per i veicoli ibridi, e nel 2025 era stata rimossa l’esenzione per i veicoli a zero emissioni, quindi completamente elettrici, che comunque venivano sottoposti alla tassazione minima.
Entrambe le riforme erano entrate in vigore il primo di Aprile, data usuale per le statuizioni che riguardano il bollo auto.
Dal 2028 saranno introdotte nuove aliquote fiscali per i veicoli elettrici, ibridi e non, di 3 pence per miglio (corrispondenti a 4,4 – 4,8 centesimi di euro per km) per i veicoli elettrici a batteria (Bev) e di 1,5 pence per miglio (2,2-2,4 centesimi per km) per i modelli ibridi plug-in (Phev).
Il processo è l’evoluzione di quello che abbiamo visto nel 2017: fino al 2017 era necessario spingere l’acquisto di nuovi veicoli e sia ricompensare in qualche modo la pratica “virtuosa” di chi pesa meno sull’ambiente che compensare il fatto che la rete di ricarica nel 2017 era di gran lunga inferiore a quella attuale.

Passando da circa 8500 punti di ricarica nel 2017 (fonte “Zapmap”) a oltre 121mila a metà dell’anno in corso diventa lapalissiano che lo “svantaggio” da colmare non è più presente, e, questo invece dato citato espressamente nella nota stampa del governo inglese, la fisiologica riduzione della circolazione di veicoli a combustione termica (benzina, diesel, GPL) rispetto a veicoli elettrici o ibridi ha causato una riduzione degli introiti sulla circolazione stessa (vedasi accise sui carburanti) che da qualche parte dovrà pur arrivare.
Come leggerete sulla nota stampa infatti resta il problema del fatto che parte delle accise carburanti nel Regno Unito finiscono a pagare servizi legati alla circolazione (ad esempio la manutenzione delle strade) che sarebbero messi in pericolo se si decidesse, semplicemente, di accettare la riduzione degli introiti.
Al momento quindi si parla di un “bollo” calcolato sulla circolazione al chilometro, valutato mediante controllo dell’odometro di bordo e un sistema simile a quello con cui noi paghiamo le bollette elettriche di calcolo di massima sul chilometraggio annuale previsto con conguaglio finale.
Diciamo al momento perché sono già previsti meccanismi di allineamento all’inflazione per gli anni futuri e, ovviamente, da qui al 2028 ci saranno attuativi e modalità di ingresso della norma.
Sostanzialmente era un processo già scritto, basti pensare alle riduzioni delle esenzioni dal 2017, o a come anche da noi in Italia col passare degli anni le tariffe del bollo auto sono diversificate in base allo standard ecologico Euro, coi veicoli più recenti che godono di una certa preferenza.