Il “vaccino speciale dei dipendenti Pfizer” ci riporta ad un’era improbabile ed ormai antichissima del complotto, quella del “vaccino di cortesia“. La teoria, diffusa nei primi mesi dopo l’arrivo dei vaccini, per cui i “Poteri Forti” avevano a disposizione un falso vaccino da fare ai loro adepti per non “contagiarli” con gli invventati effetti collaterali, ovvero un vaccino migliore di quello degli altri che invece avrebbero ricevuto il solito 5G con grafene e polpi alieni.
Il “vaccino speciale dei dipendenti Pfizer” non esiste
Ma ovviamente, ad anni di distanza le teorie più desuete vengono riciclate in cerca di visibilità.
Un fantomatico “whistleblower” avrebbe infatti rilevato l’esistenza di tale vaccino speciale, citando peraltro un caso simile avvenuto in Australia. Caso che ovviamente non è mai avvenuto, anzi un’interpellanza parlamentare nel paese agli antipodi ha bollato espressamente la teoria come una ovvia fake news.
Origine della teoria del vaccino speciale sembra essere l’Alex Jones di Infowars, già noto per aver diffuso altre e simili teorie del complotto ed essere stato condannato a ingenti risarcimenti alle vittime della sparatoria di Sandy Hook, descritta dai media citati come una false flag.
In questo caso la notizia non-notizia si basa su una frase artatamente reinterpretata
“The vaccine doses to be used for this program are separate and distinct from those committed by Pfizer to governments around the world and will not impact supply to national governments in any way.”
Ovvero
“Le dosi di vaccino usate per questo programma sono separate e distinte da quelle inviate da Pfizer ai goerni del mondo e non impatterà le dosi inviate ai governi nazionali”.
Il riferimento non è alla qualità, ma alla quantità.
Sia pur restando che è impossibile accertare la veridicità della presunta mail, il senso della frase non è dichiarare che esistono “dosi di vaccino speciale”, ma difendere Pfizer da accuse di accapparramento delle dosi presenti.
Di fatti anche negli USA nelle prime fasi dela campagna vaccinale si è proceduto per fasce protette, considerando lavoratori essenziali del settore sanitario anche i ricercatori e non solo i medici.
Senso della mail e della campagna per scaglioni è che sì, medici e ricercatori sarebbero stati vaccinati per primi e questo non avrebbe tolto dosi ai cittadini.
Ovviamente la nota non avrebbe avuto alcun senso se Pfizer avesse usato il “vaccino speciale dei dipendenti Pfizer”.
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