Sta diventando virale il video di un infermiere che svela retroscena di Roma che si confronta con alcune persone, all’esterno di una struttura. Qualcuno sui social parla di Nomentana Hospital, ma al momento non abbiamo conferme in merito. Questioni da sempre delicate, anche sulle autopsie, soprattutto dopo la tensione che si è venuta a creare per l’obbligo di vaccinazioni contro il Covid per la categoria. Dopo il report di pochi giorni fa, bisogna approfondire un filmato che in tanti potranno intuire tramite l’immagine posta ad inizio articolo.
Per questioni di privacy, ma soprattutto per correttezza, non vi riporteremo a fine articolo il video del presunto infermiere di Roma. Qualche osservazione su quello che dice, però, ci sarebbe. Si potrebbe partire proprio dalla questione identità, in quanto nel video che sta circolando in queste ore sui social non appaiono contributi in cui l’uomo annunci il proprio nome, o quantomeno un qualche genere di identificativo. Dunque, al momento non possiamo avere la certezza che si tratti al 100% di un infermiere.
Magari lo ha detto prima della registrazione, magari no. Resta il mistero sotto questo punto di vista. Ancora, in molti si chiedono per quale motivo il presunto infermiere che svela retroscena di Roma non denunci tutte le malefatte del protocollo, a partire dal conteggio automatico di un paziente tra i positivi al Covid. Al netto dei risultati di un tampone. A prescindere da queste considerazioni, ci sono alcuni errori oggettivi nelle teorie portate avanti dall’uomo.
La più eclatante, richiama la leggenda metropolitana delle leggi contro le autopsie per i morti da Covid. Concetti complottisti, i suoi, ignorando quanto precisato da fonti come Wired a suo tempo. Per farvela breve, alle autorità sanitarie non sono mai arrivati veti specifici per eventuali autopsie in seguito a decessi dovuti al Covid.
Tutti i pazienti, a detta dell’infermiere che svela retroscena di Roma, vengono trattati da Covid. Non ci sono prove per quello che dice, pur ribadendo di non essere negazionista e di aver avuto paura un anno fa. Parla però di malattia non letale, andando al di là delle attuali evidenze scientifiche. In ogni caso, è lui stesso a menzionare il Nomentana Hospital.
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