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Il (non) mistero del fantasma della Queen’s House

Nel 1966 nacque il vero, autentico (non) mistero del fantasma della Queen’s House. Parliamo di tempi in cui non esistevano le foto generate con AI, e quindi quando volevi ottenere una storia spaventosa dovevi scattare una foto a qualcosa di orrendamente sfocato e lasciare che la Pareidolia facesse il suo resto.

Il (non) mistero del fantasma della Queen’s House – Mary Evans Picture Library / Peter Underwood

Del resto gli ormai celeberrimi sulla Rete video dello “Gnomo Armato di Ascia”, caracollante figura che secondo i cacciatori dell’occulto dell’ormai vintage trasmissione di Italia 1 Mistero era uno gnomo incline a viaggiare per il mondo minacciando gli umani così poco gentili da prenderlo a sassate con la sua arma affilata, risalgono al 2010.

Non ere geologiche fa quindi. Torniamo ora al 1966.

Il (non) mistero del fantasma della Queen’s House

Il Reverendo Ralph Hardy e sua moglie, recatisi alla Queen’s House di Londra, residenza storica dei Reali e parte dal parte del National Maritime Museum di Greenwich dal 1937, si imbatterono in un oggetto misterioso.

Ovvero un lampadario e delle ombre che sembrano un uomo con una tunica che sale le scale.

Lampadario che come lo Gnomo Armato di Ascia se lo guardavi da lontano e con l’occhio imperfetto di una fotocamera dell’epoca, sembrava una figura umana urlante.

Mentre al di sotto di esso compariva una figura umana: forse un avventore sovraesposto, forse un semplice gioco di rifrazione.

Il Reverendo e consorte si convinsero di aver visto un autentico fantasma intento a visitare un luogo d’arte, e l’anno dopo un gruppo di fan dell’occulto si presentò in sede con carta, penna, orologi sincronizzati e scarpe a suola morbida per cercare di stanare lo spettro ebbro di cultura e svelarne i misteri.

Non scoprirono assolutamente nulla, ovviamente, se non una lampada e dei giochi di rifrazione.

Si chiama Pareidolia: l’essere umano ama riconoscere facce e faccette in quello che vede. Del resto, uno dei passatempi più antichi del mondo è guardare le nuvole e le stelle per riconoscere tra di esse le forme più bizzarre.

A volte anche quelle di spettri utili per il turismo.

 

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