Sta girando voce in queste ore che un libro pubblicato nel lontano 1981 da Dean Koontz abbia preannunciato il Coronavirus a Wuhan, proprio nel 2020. Come se non bastassero le uscite rivedibili di Vittorio Feltri, stando a quanto vi abbiamo riportato ieri mattina, oggi 19 febbraio tocca fare i conti nuovamente con tesi complottiste, secondo cui quanto avvenuto negli ultimi due mesi sia in realtà frutto di una strategia elaborata in ogni dettaglio. Ecco perché diventa importante affrontare la questione subito.
Andiamo per gradi, perché la vicenda è stata analizzata anche da Snopes in queste ore. Se da un lato l’immagine che gira sui social a proposito del libro di Dean Koontz è autentica (stiamo parlando del lavoro intitolato “Gli occhi dell’oscurità” contenente le parole “Wuhan-400“), allo stesso tempo è importante evidenziare che l’autore in realtà non abbia mai parlato di una profezia incentrata sul focolaio del nuovo coronavirus. Oltre alla menzione della città cinese in cui si è venuta a creare l’epidemia, questa arma biologica immaginaria di cui si parla nel libro ha poco in comune con il virus che ha causato diversi morti nel 2020.
Sostanzialmente, è vero che Dean Koontz ha nominato un’arma biologica immaginaria “Wuhan-400” in questo romanzo. È anche vero che Wuhan, in Cina, è la città al centro dell’epidemia coronavirus del 2020. Tuttavia, è praticamente qui che finiscono le analogie. A questo si aggiunge che la prima edizione del libro era incentrata su una città russa, “Gorki-400“, prima di concentrarsi su Wuhan dal 2008. L’epidemia del libro aveva poi un tasso di mortalità del 100%, mentre qui siamo attorno al 2%.
Ancora, Dean Koontz non ha mai ritenuto che gli eventi accaduti nel suo romanzo si sarebbero poi stati verificati nella realtà, oltre al fatto che le somiglianze tra “Wuhan-400” e COVID-19 siano minime. Insomma, coincidenze e sovrapposizioni solo parziali sul caso coronavirus.
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