Uno dei miti più ricorrenti dell'”animalismo fai da te” è la leggenda metropolitana per cui gli uccelli possono abbandonare i loro piccoli se sentono l’odore umano. Leggenda estesa non solo agli uccelli ma anche ad altri animali.
Gli uccelli possono abbandonare i loro piccoli se sentono l’odore umano?
Il mito vuole che i volatili riconoscano i loro simili dall’olfatto e che l’odore umano sia sufficiente a dissuaderli dall’avere contatti con la prole.
Nozione del tutto falsa, probabilmente nata per scoraggiare tentativi di salvataggio inutili se non dannosi. In realtà molti uccelli non hanno l’olfatto abbastanza sviluppato e a molti animali non importa dell’odore umano.
Quello che conta è la presenza di un potenziale pericolo.
Un uccello non abbandonerà la prole per una cosa “banale” come essere stati toccati dagli esseri umani, ma secondo le parole degli esperti se il luogo dove ha fatto nido diventa “affollato” e disturbato da potenziali predatori, rifarà nido altrove.
La presenza della prole rende comunque gli uccelli molto tenaci, e non per la presenza di “sentimenti umani”, come abbiamo visto in bufale anche recenti, ma per il semplice fatto che la procreazione è un evento dal prezzo molto alto in termini di risorse e per questo una volta stabilito un nido l’animale “comprende” che difendere la propria prole da eventuali tentativi di predazione comporta meno spreco di energie, cibo e risorse che farsi nido altrove e ricominciare l’accoppiamento.
Cosa tanto più vera quanto meno longevo è il volatile: un’aquila potrebbe in alcuni casi abbandonare gli aquilotti se percepisse il suo nido come molestato e oggetto di predatori al di fuori dal suo controllo (o potrebbe cercare di difendere il nido se ci vedesse avvicinarsi, anche se un umano al suo confronto è semplicemente troppo grosso e forte e avremmo modo di sopraffarla e difenderci… ma non vogliamo farlo proprio perché non è nostro interesse molestare una specie vivente che sta assolvendo il suo compito), usignoli e pettirossi assai probabilmente resteranno comunque proprio perché la loro minore longevità gli impone di mantenere controllo sulla prole.
In generale gli animali cercheranno di essere protettivi verso la loro prole e arrivare a portarla in altri luoghi se sentono i loro nidi malsicuri.
Eccezione viene fatta per i conigli selvatici, più inclini ad abbandonare i loro nidi dinanzi al pericolo, sovente lasciando i piccoli alle spalle. Cosa questa che ha generato i due miti del coniglio come animale “codardo” e “iperiproduttivo”.
Un consiglio è controllare lo stato della conigliera, eventualmente lasciando una “x” di lana sull’ingresso. Se mamma coniglio non si fa viva per più di dodici ore, è probabile sia scappata temendo il peggio.
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