Uno scontro duro quello tra Galli e Zangrillo, due figure diametralmente opposte nel panorama medico italiano che da sempre portano avanti teorie differenti sul Covid. E così, mentre il secondo è stato in aperta polemica anche con Crisanti negli ultimi giorni, come forse avete notato anche attraverso un nostro recente articolo, il primo fino ad oggi ha cercato di evitare lo scontro. Talvolta mandando frecciate più o meno velate, almeno fino a quanto il suo antagonista non ha parlato pubblicamente di lui su LA7.
Il nuovo capitolo della sfida televisiva “Galli contro Zangrillo” ha preso il via proprio con quest’ultimo. Serve dunque una ricostruzione, perché come riporta il Corriere, il primario della terapia intensiva del San Raffaele di Milano stavolta ci è andato giù duro contro il collega. Queste le sue dichiarazioni incriminate, che hanno poi sollevato un polverone: “Ha un’antica militanza sessantottina di cui si fa vanto, gli do un consiglio: mi denunci“. A seguire trovate anche il video in questione.
Questa volta, la risposta di Galli non si è fatta attendere. Attorno al minuti 25 della puntata di Cartabianca, che trovate nell’apposito link di RaiPlay, è possibile risalire alle dichiarazioni che alimentano ulteriormente le discussioni tra i due, dopo l’invito di Zangrillo a querelarlo: “Non posso querelarlo perché il reato di negazionismo e riduzionismo non esiste in questo paese. Forse per fortuna“. Insomma, Galli difende le evidenze scientifiche per le quali sta parlando.
A seguire trovate proprio il video che ci mostra la risposta di Galli a Zangrillo, con alcuni passaggi che hanno fatto addirittura più rumore dell’accusa iniziale arrivata dal suo collega. Un clima decisamente singolare, quello che si è venuto a creare in TV tra esperti che, in teoria, dovrebbero essere più o meno allineati su un tema così delicato come quello della diffusione del Covid. Ecco le immagini in questione.
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