È di lunedì 25 Maggio la notizia del sito La Provincia di Varese dal titolo “La Svizzera cerca contadini Paga mensile tremila euro“, condiviso da 4916 utenti e rimbalzato poi anche da altre testate giornalistiche, tra cui Leggo, Panorama e Blitzquotidiano.
Secondo tale articolo in Svizzera vi è una forte carenza di personale agricolo, tale da indurre le autorità a consentire l’assunzione di personale straniero. Questo nonostante il referendum dello scorso anno sull’immigrazione. Nell’articolo si fa inoltre riferimento alla volontà di assumere anche rifugiati. La paga sarebbe la minima consentita, vale a dire di 2200 franchi al primo mese e 3100 al secondo, pari rispettivamente a 2100 e 3000 €. Una somma che attira moltogli italiani del confine.
Il corriere del Ticino ad esempio titola “Rifugiati impiegati nell’agricoltura” e spiega:
Si tratta di un progetto pilota che durerà tre anni – In questo modo si favorirà la loro integrazione e i contadini beneficeranno di mano d’operaBERNA – Assumere rifugiati riconosciuti e candidati ammessi provvisoriamente in aziende agricole permetterebbe a questi lavoratori di integrarsi meglio e ai contadini di disporre di mano d’opera. Dieci imprese in sette cantoni tentano l’esperienza in un progetto pilota sostenuto anche dalla Confederazione. Durerà tre anni.In questo modo si darebbe pure la possibilità a queste persone di migliorare le conoscenze linguistiche e di acquisire nuove competenze. Anche il loro accesso al mercato del lavoro sarebbe facilitato, hanno sostenuto oggi nel corso di una conferenza stampa organizzata in un’azienda di Füllinsdorf (BL) i rappresentanti dell’Unione svizzera dei contadini (USC) e la Segreteria di stato della migrazione (SEM), promotori del progetto.
Il sito degli agricoltori svizzeri conferma mettendo a disposizione anche il PDF che presenta il progetto. La proposta dunque, sorge per rispondere a due problemi. Da un lato, effettivamente, far fronte alla carenza di manodopera nella confederazione elvetica. Dall’altro, lo scopo del progetto è quello di far integrare gli stranieri rifugiati nel paese.
Si tratta dunque di una proposta rivolta solo ai rifugiati che in Svizzera già ci vivono, e non ha la minima intenzione di attirare nuovi immigrati. Non si può lavorare come transfrontalieri, né tantomeno sfruttare l’occasione per espatriare nel Canton Ticino.
Ci troviamo dunque dinanzi ad un caso di disinformazione, poiché la notizia è riportata in maniera scorretta: gli agricoltori svizzeri non assumono chiunque faccia domanda, ma si limitano all’assunzione degli stranieri con status di rifugiato.
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