Sta prendendo piede l’iniziativa “no coprifuoco” alle 22 in zona gialla voluta dalla Lega. Contestualmente, bisogna fare chiarezza su alcune dichiarazioni emerse nelle ultime ore dalla ministra Maria Stella Gelmini sulla questione coprifuoco non valido se si va al ristorante. Da quest’oggi quasi tutta Italia è ritornata ad essere zona gialla, una speranza per quei ristoratori che finalmente potranno ricevere ai tavoli, ma esclusivamente all’aperto, i vari clienti.
Una questione, quella trattata oggi, che va ad integrare quanto riportato pochi giorni fa sulla nuova valutazione dei dati prevista a fine maggio. Si può quindi ritornare a pranzare al ristorante, ma è errato quanto detto da Maria Stella Gelmini sulla questione coprifuoco durante un’intervista rilasciata a La Repubblica. La ministra aveva candidamente dichiarato che se si va a cena fuori si ha la possibilità di stare seduti al tavolo fino alle ore 22 e poi tornare tranquillamente nella propria abitazione.
La stessa Gelmini aveva fatto intendere che per chi si ritrova ad andare al ristorante la sera, si possa violare il coprifuoco senza ricevere alcun tipo di sanzione. In realtà non è così, non esiste alcun tipo di permesso speciale per chi va a cena fuori, anche perché poi è arrivata immediatamente la risposta ufficiale da parte del Viminale che è stata inviata a tutti i prefetti. Elementi che hanno alimentato il “no coprifuoco” alle 22 in zona gialla voluto dalla Lega.
Il punto da chiarire è che oltre le 22 non si può assolutamente circolare per strada, non è vero che per chi cena al ristorante può essere violato il coprifuoco. Non si può restare ai tavoli fino alle 22, per quell’ora il locale deve essere praticamente chiuso. La cena è permessa, ma è importante che il locale permetta poi di rientrare entro le 22 nella propria abitazione.
Chi insomma sperava di poter avere qualche ora in più da trascorrere ai tavoli, almeno fino alle 22, dovrà ricredersi, quanto detto dalla ministra Maria Stella Gelmini è assolutamente sbagliato ed è stata infatti immediatamente zittita dal Viminale. I ristoratori dovranno trovare un modo per garantire non solo il servizio ai tavoli all’aperto, ma anche cene piuttosto rapide, che permettano ai vari cittadini di rientrare alle 22 nelle proprie case. Al momento, dunque, nessun futuro per il “no coprifuoco” alle 22 in zona gialla richiesto dalla Lega.
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