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Da dove arriva ICE, l’agenzia-milizia più discussa nel dibattito attuale?

Se dovessimo descrivere un’agenzia al centro del dibattito, sia causa dei numerosi eventi di gravità susseguitisi, dalla morte di Renee Good alla morte di Alex Pretti passando per l’arresto di bambini usati come “esche” per i loro genitori immigrati e la partecipazione ad eventi sportivi di rilevanza come “guardie del corpo” del governo USA in modo non del tutto esente da critiche, dovremmo parlare di ICE.

Da dove arriva ICE, l’agenzia-milizia più discussa nel dibattito attuale?

ICE che affonda le sue origini proprio nel clima di seconda guerra fredda, odii e sospetti nato dalla tragedia dell’Undici Settembre, e che secondo la narrazione filoTrump sarebbe “una cosa di sinistra” ignorando che dal 2001 al 2026 è stato proprio il “Big Beautiful Bill” di Trump a gonfiarne l’importanza rendendolo un “corpo identitario”, simbolo della sua amministrazione tanto da diventare guardiano dei potenti a Cortina 2026.

Da dove arriva ICE, l’agenzia-milizia più discussa nel dibattito attuale?

ICE affonda le sue origini nel Department of Homeland Security, il nuovo super-ministero incaricato di proteggere gli Stati Uniti da minacce interne ed esterne nell’America del post 11 Settembre, che non aveva mai conosciuto attacchi interni e dopo il crollo delle Twin Towers ebbe reazioni tra il panico e il dolore per la prima vera ferita interna dalla storia degli USA ad oggi.

Sostituisce l’Immigration and Naturalization Service, un dipartimento amministrativo, di fatto creando dal nulla un corpo armato federale fuori dal perimetro giudiziario degli altri corpi.

Per un decennio ICE resta ai margini del dibattito, restando operativo sotto le amministrazioni Bush ed Obama, con vari richiami per la sua riduzione se non abolizione.

Sin dal suo primo mandato Trump se ne incapriccia: se sotto Obama l’obiettivo erano gli immigrati accusati di aver compiuto reati (anche se, come visto, vi furono già critiche) Trump decide di criminalizzare l’immigrazione stessa, iniziando a colpire luoghi di culto, scuole e luoghi di aggregazione alla ricerca dell'”illegal alien”, “l’immigrato illegale”.

Sotto Obama, sia pur con feroci critiche, gli obiettivi erano immigrati che costituivano un chiaro rischio alla sicurezza nazionale, con fedina penale sporca e che non fossero residenti di lungo periodo negli USA: già al suo primo mandato Trump spazzò via tutti questi paletti con un incremento degli arresti e dei “criminali” in quanto per essere criminali bastava ora attraversare il confine da immigrati.

Non a caso l’aumento delle attività di ICE coincise con una delle battaglie identitarie di Trump, il famigerato Muro col Messico o Muro di Trump.

Casa Bianca

Dopo la pausa del mandato Biden, Trump porta ICE ad una escalation: ora gli agenti ICE vengono mandati nelle città “tradizionalmente Dem” come Los Angeles, Washington D.C., Chicago e Minneapolis che nella retorica di Trump diventano “città Santuario”, accusate di nascondere gli illegal alien usandole quindi come braccio armato per una sorta di “braccio di ferro istituzionale” per ostentare potere sulle amministrazioni locali.

Allo scopo quella che era un’organizzazione sottotraccia si trasforma in una milizia: i fondi ricevono una fortissima impennata con $100 milioni di dollari assegnati al dipartimento, in un inizio mandato di Trump a rischio di shutdown e con tagli a servizi di vario tipo per coinvolgere appassionati di armi e “cittadini” a cui viene offerta con toni enfatici la possibilità di “combattere gli immigrati clandestini e riportare ordine nelle strade” ma anche benefici pensionistici, bonus economici e il taglio dei prestiti universitari ove presenti.

Agli agenti ICE vengono consentite una serie di agevolazioni: il loro anonimato viene difeso con la scusante di “prevenire che le identità degli agenti siano divulgate”, e situazioni come quelle di Renee Good e Alex Pretti dimostrano che la prosecuzione legale di eventuali abusi diventa essa stessa un problema da discutere preliminarmente prima che fattualmente.

A questo punto, citando Il Dubbio, ICE è “diventata un agenzia di sicurezza politica, che risponde in modo sempre più diretto e verticale alla volontà dell’esecutivo, utilizzato per regolare conflitti politici interni e riaffermare l’autorità federale contro territori governati dall’opposizione”, lontana anni luce dallo scopo iniziale e strumento della volontà politica.

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