Attenti alla truffa dei falsi controlli del bagaglio in aereo

Ci segnalano diverse riviste del settore un appello partito da Fanpage, rilanciato da alcuni viaggiatori a Malpensa: individui che si aggirano per l’aereoporto con dei “sizer”, ovvero le sagome di metallo e cartone per misurare le dimensioni del bagaglio a mano consentito in aereo, offrendo, anzi imponendo misurazioni estemporanee.

Gli individui, che in questo caso sono veri e propri truffatori non usano sizer a norma, ma ritoccati per essere più ristretti del normale, quando non ricorreranno all’anticlimatico uso di metri a nastro, usati volutamente in modo ingeneroso se non stampati in modo irregolare, per millantare deviazioni rispetto al bagaglio richiesto.

Attenti alla truffa dei falsi controlli del bagaglio in aereo
Attenti alla truffa dei falsi controlli del bagaglio in aereo

Nello stile di ogni truffatore, dai falsi vigili che importunano anziani a casa millantando di dover multare i loro nipoti al tizio di malaffare che millanta di essere stato colpito allo specchietto dall’auto della vittima dopo averla presa a sassate per simulare l’impatto, il falso addetto ai bagagli vaganti chiederà 70 Euro, in contanti oppure esibendo un QR Code che apre un conto corrente sconosciuto, per “chiudere la vicenda in modo informale” millantando che in caso contrario irrogherà le sanzioni del caso.

Si tratta ovviamente di una truffa.

Attenti alla truffa dei falsi controlli del bagaglio in aereo

Partiamo dalle basi: esistono due posti in aereporto dove ci sono i sizer delle compagnie aeree: essi si trovano ai banchi del check-in e al gate di imbarco per un controllo dell’ultimo minuto, chiaramente segnati coi loghi della ditta.

Non esistono “controlli a campione” e non esistono impiegati vaganti armati di sizer improvvisati e metri.

Ovviamente i truffatori si guarderanno assai bene dal farsi vedere nei due luoghi indicati, dove sarebbero senz’altro riconosciuti dal vero personale delle compagnie aeree e della security dell’aereoporto. Vagheranno per le aree comuni, ovvero nei parcheggi, nei corridoi di bar e negozi, durante la coda verso il metal detector o sbucando da uno dei negozi del duty free dopo la stessa, in modo da potersi confondere tra la folla, sfruttare la confusione a loro vantaggio e, alla bisogna, darsela a gambe mimetizzandosi tra i turisti e gli acquirenti.

Tra i modi per difendersi da essi c’è misurare il bagaglio a casa: le misure del bagaglio a mano consentite sono note in anticipo, per Ryanair ad esempio ha 40 x 30 x 20 cm per lo zainetto da sedile e 55 x 40 x 20 cm e fino a 10 Kg per la valigetta da cappelliera, e tutti i negozi di valige fisici ed online mostrano chiaramente le dimensioni del prodotto indicando per quali compagnie esso è indicato.

Se avete quindi acquistato le valige e gli zaini e riscontrato le dimensioni e il peso in anticipo e uno “sconosciuto vagante” continua a negare è sicuramente un truffatore.

Immagine di un sizer reale, fonte Ryanair
Immagine di un sizer reale, fonte Ryanair

Altresì nessun incaricato della compagnia chiederà pagamenti “informali” per “sbloccare la situazione”, questo è un trucco psicologico tipico del truffatore per incutere timore e provocare un forte senso di urgenza al malcapitato in modo che questi ignori le ordinarie cautele e si pieghi all’estorsione.

Bisognerà sempre chiedere a che titolo il soggetto che vi ferma nei corridoi lo sta facendo, con che credenziali e se il POS che sta usando fa riferimento alla compagnia o perché sta esigendo soldi in contanti.

Ovviamente un truffatore non potrà avere badge di identificazione, non potrà esigere pagamento in contanti e se un vero impiegato proponesse di aggiornare la Carta di Imbarco per aggiungere un nuovo bagaglio siccome attualmente si sono diffuse le carte di imbarco telematiche questa dovrebbe essere immediatamente aggiornata in tempo reale o in caso contrario dovrebbe essere rilasciata documentazione che il truffatore ovviamente non ha.

In questo caso bisognerà segnalare alle autorità lo spiacevole occorso.

In casi di dubbi un’eccellente politica da effettuare fermati da “controlli in aree comuni” è chiedere di essere immediatamente accompagnati al banco informazioni della compagnia per chiedere dettagli: nessun truffatore sano di mente andrà ad autodenunciarsi come tale, preferendo incassare la sconfitta e andar via cercando una vittima più malleabile.

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