Come avrà notato chiunque abbia cercato di accedervi, è in corso un attacco hacker al portale CGIL.
L’attacco, denunciato dallo stesso sindacato, coincide cronologicamente con l’attacco dei manifestanti violenti alla sede di Roma, e prosegue ininterrotto in queste ore.
La forma prescelta è un DDoS, “Distributed Denial of Service”.
Sostanzialmente una forma di attacco che prevede che un numero ingente di computer, spesso mediante virus e malware che li infettano per metterli sotto il controllo involontario di altri computer si colleghino contemporaneamente ad un determinato sito.
Facendolo tutti assieme, e nello stesso momento per compiere le medesime operazioni, compiono l’equivalente virtuale di un’invasione di campo, occupando tutte le risorse del server fino a bloccarne l’accesso o causarne crash continui.
Gli indirizzi IP di partenza provengono da stati esteri, Germania, Cina, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Indonesia, con picchi di 130.000 accessi simultanei. Tipologia compatibile con l’uso di computer infetti e “zombificati” da parte di hacker.
L’organizzazione rende noto che relativamente all’attacco hacker al portale CGIL
“stiamo raccogliendo i dati tecnici in un report che consegneremo alla Polizia postale per la denuncia di crimine informatico e alla Digos per le valutazioni sulla strategia di pianificazione delle violenze squadriste di sabato”.
Maggiori dettagli sono disponibili sul portale Collettiva.
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