Sono giorni estremamente caldi per Casapound, considerando il fatto che stiamo entrando nella fase decisiva riguardante lo sgombero della sede centrale del movimento a Roma, secondo quanto trapelato in questi minuti a proposito di personaggi di un certo peso come Iannone, Antonini e Di Stefano. Dopo le polemiche che hanno in parte coinvolto Casapound lo scorso fine settimana, in seguito ad una manifestazione che si è tenuta a Roma, è indispensabile analizzare quanto trapelato in giornata.
La notizia del giorno arriva direttamente dalla Procura di Roma, stando almeno a quanto riportato in questi minuti da Next Quotidiano. In particolare, ad Antonini, Di Stefano e Iannone pare siano contestati i reati di “associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale“, oltre alla solita “occupazione abusiva di immobile“. E quest’ultimo punto per forza di cose richiama la questione relativa allo sgombero della sede centrale di Roma.
In realtà, le novità delle ultime 24 ore, stando almeno a quanto riportato dallo stesso Di Stefano, non fanno altro che rendere l’immobile di via Napoleone III tra quelli per i quali lo sgombero diventa a conti fatti più urgente a Roma. Probabile che ci siano importanti novità in merito già la prossima settimana, ma ad oggi possiamo dire che l’epilogo di questa vicenda non sia né così vicino, né così lontano.
Insomma, due gli aspetti da precisare per quanto concerne Casapound. Da un lato le informazioni provenienti dal mondo Raggi e Movimento 5 Stelle, a proposito dello sgombero della sede di Roma, non sono del tutto veritiere, in quanto è cambiata solo la priorità della pratica. Dall’altro, ci sono conferme sull’autenticità dell’indagine avviata a proposito di Antonini, Di Stefano e Iannone, parte a questo punto delle sedici persone che da alcune ore risultano iscritte sul registro degli indagati dai pm di Roma.
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