Ci hanno mostrato i nostri contatti delle immagini del Kabaddi: si tratta di uno sport tipico dell’aria asiatica, con diverse origini.
Esiste un “antico Kabaddi”, le cui origini si fanno risalire all’epica Indiana ed un “Kabaddi moderno”, codificato nel Punjab, in India, negli anni ’20 del secolo passato.

Il motivo è quello comune a tutti gli sport della terra: dare ai praticanti un mezzo per allenare il fisico stimolando lo spirito competitivo e di divertimento.
Alla scoperta del Kabaddi: uno sport asiatico vecchio ma nuovo
Secondo l’etimologia Tamil, “Kabaddi” dovrebbe derivare (con gli etimi antichi cadere nella paretimologia è facile) da “kai” e “pidi”, ovvero “afferrare con forza con la mano”.
All’epoca il Kabaddi era una versione simulata della cattura di un toro furioso da riportare al recinto: un attaccante doveva correre in apnea toccando i difensori (all’epoca antica lanciando alte grida per dimostrare di non star respirando, solitamente il nome dello sport, da cui “Kabaddi”) senza essere placcato e fermato per poi tornare alla base, e infinite varianti del Kabaddi si diffusero in tutta l’area Mediorientale e Orientale, arrivando fino all’Iran.
In una parola, Kabaddi è uno sport di contatto e come tale l’antico Kabaddi era praticato nel periodo Vedico (circa 1500-500 a.C.) della civiltà Indiana, descritto nei testi sacri scritti all’epoca, con menzioni apocrife di Khrisna e Buddha intenti in gioiose partite dello sport e nel Mahābhārata, testo sacro dell’induismo, Abhimanyu, eroe figlio di Arjuna e quindi nipote del re degli dei Indra doveva il suo valore guerriero non al sangue divino nelle sue vene, ma alla sua estorica abilità del Kabaddi che gli consentiva di scivolare tra le linee nemiche come un vero assassino e scappare veloce come il vento senza che i suoi nemici potessero catturarlo.

Una incarnazione del dio Visnù che gioca non dovrebbe stupirci: anche nei nostri apocrifi Gesù era un bambino vispo e giocoso come tanti e nei miti GrecoRomani gli dei erano prima essere divini delle persone con le loro abitudini non dissimili da quelle dei mortali che li veneravano.
Le infinite varianti del Kabaddi furono ricordificate negli anni ’20, giusto in tempo perché fosse presentato come esibizione ai Giochi Olimpici di Berlino del ’36 e debuttasse negli anni ’50 ai Giochi Asiatici.
Nasce così il Kabaddi moderno: l’apnea forzata è sostituita da un timer di 30 secondi (ma comunque il grido “kabaddi, kabaddi” viene usato per regolare il ritmo) e l’attaccante o raider deve superare i difensori o anti rendendo il tutto una di mezzo tra il gioco del “ce l’ho” e un incontro di lotta grecoromana da strada, con tanto di timer specializzati per assicurare il rispetto delle regole.
Le regole del Kabaddi
Nel Kabaddi le due squadre fanno punti toccando o bloccando i giocatori avversari: i quattro difensori o stopper sono fissi, i sei attaccanti sono fuori campo e si alternano tra gli otto giocatori “mobili”.
Tutto quello che serve è un timer e un campo rettangolare 13 metri per 10, solitamente di gomma dura a ma livello amatoriale va benissimo qualsiasi superfice, diviso con una riga centrale e due righe a metà campo. La partita dura due tempi da 20 minuti con pausa di cinque minuti. L’attaccante, come nel Kabaddi Antico, ha 30 secondi di tempo per entrare nel campo avversario e toccare almeno uno dei quattro difensori senza che essi lo blocchino per 30 secondi e senza mai smettere di ripetere “Kabaddi Kabaddi” per dimostrare che non si sta fermando a riprendere fiato. I difensori possono placcarlo e fermarlo (e qui siamo alla lotta grecoromana), l’attaccante può sfuggire per ritornare al suo campo.
Se nel Kabaddi “antico” interrompere l’apnea costava un punto alla squadra, il Kabaddi moderno rende tutto meno aleatorio col “Kabaddi Timer”: in ogni caso l’attaccante deve avere una forte capacità polmonare ed essere forte e veloce, mentre i difensori devono essere forti e saper fare gioco di squadra.
Si è cercato di portare il Kabaddi in giro per il mondo, come in Italia e nel Regno Unito (quest’ultimo grazie alla comunità Pakistana), ma il Kabaddi è di fatto uno degli sport più amati (e premiati) in India e Bangladesh, parte dei Giochi Asiatici e col tentativo di creare una Lega Mondiale del Kabaddi con rappresentanze di Canada, Inghilterra, Pakistan e USA ricche di famosi attori di Bollywood.